La danza immobile di Manuel Scorza, Feltrinelli (1983)

25 Jun 1979 --- Portrait of Manuel Scorza --- Image by © Sophie Bassouls/Sygma/Corbis

La danza immobile, libro testamento di Manuel Scorza (lo scrittore peruviano morirà in un incidente aereo lo stesso anno della sua pubblicazione), è un romanzo sulla “impossibilità di scegliere.”

E sì perchè la scelta, continuando a parafrasare Soren Kirkegaard, non può che concretarsi in una disperante rinuncia.

Vi è la paralisi, una danza, appunto,”immobile”, sterilizzata com’è dall’indecisione: tra l’Amore e la Rivoluzione, cosa scegliere?

Per il rivoluzionario Nicolàs Centenario la danza, dopo una stasi interminabile, riprende a muoversi.

Troppo forte è il ricordo dell‘albero della Tangarana, lì nella profonda amazzonia peruviana, a cui decine di compagni sono stati legati.

E’ bastato un colpo reazionario al tronco con un machete da parte del maggiore Basurco che sì, all’epoca era maggiore prima di essere degradato dopo l’incredibile evasione proprio di Nicolàs, per foraggiare la voracità di milioni di piccole, fameliche formiche.

Riscosse dal tepore dei loro nidi nelle nervature del tronco, le formiche sono diventate armi dell’oppressione.

 

A piccoli, instancabili morsi, hanno spolpato, disintegrato l’umanità dei rivoluzionari legati all’albero fino a inghiottirne anche il grido di dolore.

Eppure adesso che tutte le lucciole del mondo, proprio ora che la zattera sta oltrepassando l’ultimo posto di blocco, avvolgono il suo corpo intriso dalle sterminate persecuzioni e lo coprono d’oro, Nicolàs pensa alla sua Francesca.

Anche quando lo legano all’albero della Tangarana, il pensiero va a lei e a come abbia fatto meglio Santiago, il compagno Santiago, a scegliere Marie-Claire al posto della rivoluzione.

Pure per Santiago, però, c’è stato un momento in cui la danza è divenuta immobile, un attimo al cospetto del quale lui, nato per la rivoluzione e impossibilitato a concepire altro che non fosse la guerriglia e la liberazione dei popoli oppressi, si è trovato nell’incertezza di scegliere.

Marie-Claire, la dolcissima e fervente Marie-Claire o la missione assieme ai compagni come postremo tributo alla guerriglia?

Santiago sceglie di essere rivoluzionario d’amore.

Anche lui, però, nell’attimo in cui intuisce che la danza non può che essere immobile laddovve l’immobilità non è indecisione che paralizza ma equilibrio che fortifica, pensa al compagno Nicolàs che è partito per l’ultima battaglia di libertà, e lo invidia.

La verità è che una rivoluzione può tradire, o meglio essere tradita, alla stessa maniera di quanto possa tradire o essere tradita una donna.

La danza immobile di Manuel Scorza è un romanzo affascinante in cui l’impegno politico viene difeso con le armi dell’amore e l’amore, dal canto suo, viene protetto e custodito con il fuoco della guerriglia.

Probabilmente è da rintracciarsi in questa contaminazione, solo apparentemente paralizzante, il senso del libro dello scrittore peruviano.