2 Dicembre 2021 - 11:51

La Fiorentina d’Italiano è da Europa?

La Viola continua a volare in classifica grazie al gioco del nuovo tecnico. Riuscirà a centrare l’Europa a fine stagione?

Si dice che quando vuoi far ripartire una squadra da un momento no, la cosa più giusta sia cambiare l’allenatore. La Fiorentina n’è l’esempio. Da quando Rocco Commisso ha acquistato il club viola, i gigliati non sono mai volati così in alto in classifica. Al momento sono addirittura al sesto posto, in ex equo con la Juventus ed un incredibile Bologna.

Ci sono volute tre stagioni di assestamento per la nuova presidenza, prima di inquadrare il profilo giusto capace di elevare le ambizioni di una piazza ormai spenta nella voglia di successi. Montella, Iacchini e Prandelli non sono stati capaci di dare la giusta sterzata ad una squadra che comunque aveva in sé un notevole valore tecnico.

La scelta giusta

Per la stagione 2021/22, la società Fiorentina ha avuto il compito di trovare un tecnico capace allo stesso tempo di valorizzare i giovani in rosa e di portare con sé un gioco vincente. Per grinta ed esperienza, la prima scelta fatta da Commisso e dirigenti fu quella di Gennaro Gattuso, da poco svincolatosi dal Napoli. Il club viola esegui tutta la routine, annunciandolo ufficialmente come nuovo allenatore dei gigliati, salvo poi fare dietrofront dopo appena 20 giorni dalla firma. Le diverse idee sul mercato e lo scontro con il suo agente, Jorge Mendes, portarono allenatore e società a sciogliere l’accordo di lavoro.

Dopo di ciò, i dirigenti decisero di andare “all in” su un promettente allenatore di una squadra neopromossa appena salvatasi al primo anno assoluto di Serie A. Vincenzo Italiano sembro la scelta più intelligente ed audace per puntare a costruire una Fiorentina vincente, che potesse arrivare alle porte dell’Europa. La Fiorentina non badò alla clausola rescissoria di poco inferiore ai 2 mln, e si assicurò così finalmente il tecnico che desiderava.

Una rosa di qualità ed esperienza

Anche se negli ultimi anni la Fiorentina ha perso giocatori importanti, ogni anno ha messo su un tassello dal quale oggi il nuovo allenatore può ripartire. Terracciano e Dragowski nel tempo hanno sempre garantito un ottimo rendimento, proteggendo la porta viola più volte solte sotto le intemperie. Milenkovic è una certezza per la difesa, e la sua conferma, unita all’acquisto di un promettente Martinez Quarta, rende la difesa un settore da non dover toccare sul mercato. A centrocampo l’esperienza di Bonaventura e la classe di Castrovilli possono essere utili per lo sviluppo del gioco, oltre per la nuova identità viola. E l’attacco, con un Vlahovic così giovane, e allo stesso tempo così devastante, è il punto focale dello scacchiere gigliato.

Se poi consideriamo anche i vari Nico Gonzalez, Torreira, Callejon, Sottil e Saponara ci rendiamo conto di come la Fiorentina nel corso degli anni abbia costruito un organico interessantissimo. La prova del nove per Italiano sarà appunto portare questa squadra quantomeno in Europa League, e giocarsi un posto contro squadre che sono ormai da anni in piante stabile in Europa. Roma, Lazio, Juventus e Atalanta quest’anno sono le dirette concorrenti per un traguardo che a Firenze aspettano ormai da anni.