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Immagine da Pixabay

La Spagna vince contro una nazionale formalmente non riconosciuta: la surreale accoglienza per il Kosovo in occasione del match di qualificazione a Qatar 2022

A Siviglia, la nazionale spagnola di calcio ha affrontato il Kosovo in un incontro che passerà alla storia più per i contorni politici che per il football ammirato in campo.

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Un 3 a 1 secco, in parte oscurato dalle polemiche che hanno anticipato il match e si sono trascinate anche dopo il novantesimo minuto. La diatriba nasce dal mancato riconoscimento da parte del governo spagnolo della fresca repubblica balcanica, indipendente ufficialmente dal 2008.

Una volontà legata all’intolleranza da parte di Madrid per movimenti come quello basco e catalano: accettare la sovranità di Pristina vorrebbe dire automaticamente dare il via libera alle spinte indipendentiste.

Ed è per questa ragione che vige il divieto, più sussurrato che imposto, di non pronunciare o scrivere la parola Kosovo in tv o sui giornali: nella conferenza prepartita di Bernard Challendes, tecnico della selezione kosovara, un giornalista spagnolo ha rivolto le proprie domande al ct senza menzionare in nessun caso il nome della nazione.

Un clima surreale che si riflette anche in dettagli come il minuscolo dell’abbreviazione “kos” apparso sugli schermi della tv nazionale spagnola, in contrapposizione con il fiero maiuscolo “SPA”.

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