Il lato oscuro del XXI secolo: le patologie da iperconnessione



iperconnessione

Like Addiction, Vamping, Challenge e Nomofobia sono le nuove patologie del XXI secolo e interessano soprattutto i giovani iperconnessi. L’elenco di queste malattie non finisce qui ma prosegue drammaticamente

Like Addiction, Vamping, Challenge e Nomofobia sono tra le patologie meno conosciute di oggi ma squisitamente legate all’attuale momento storico. Si sono evolute con la diffusione capillare di Internet e la sua presenza nella vita quotidiana delle persone e interessano principalmente i giovani iperconnessi. L’elenco di queste malattie non finisce qui ma prosegue drammaticamente. Si parte dalle fobie sociali e si arriva alle patologie che interessano nervi, ossa, dita e tendini. Sono proprio queste che rappresentano il lato oscuro del XXI secolo, le cui parole chiave sono alienazione, senso di vuoto e complesso di inferiorità. Questo fenomeno è naturalmente aggravato dall’avvento degli smartphone, come dimostra lo studio condotto dall’Osservatorio nazionale per l’infanzia e per l’adolescenza.

Si inizia da piccoli

Lo studio ha provato che circa 3 adolescenti su 10 hanno iniziato ad utilizzare il primo smartphone in tenera età, accedendo liberamente ad Internet e alle applicazioni offerte dal telefono. Questa è solo un’analisi spietata che dimostra come i ragazzi di oggi si siano avvicinati in modo precoce al mondo delle tecnologie, ma soprattutto senza alcun tipo di preparazione. Inoltre non tutti sanno che il 98% dei ragazzi d’età compresa tra i 14 e i 19 anni ha ricevuto il primo smartphone personale intorno ai 10 anni. A 9 invece già si possiede un profilo social.

Sexting, cyberbullismo e diffusione di materiale privato sul web

L’acceso libero, sfrenato e privo di controllo ad Internet e alle applicazioni presenti sugli smartphone, talvolta sconosciute ai genitori, può favorire fenomeni come quello del sexting o del cyberbullismo. Ancora più grave e preoccupante è la diffusione di materiale privato sul web. Infatti un dato allarmante – come evidenzia il report dell’Osservatorio nazionale – svela che il 14% degli adolescenti ha un profilo finto conosciuto da pochissimi o addirittura da nessuno. In molti casi lo step successivo a questo tipo di trasgressione inconsapevole è il grooming (l’adescamento di minori online) in cui ci si ritrova improvvisamente.

Quali sono gli effetti dell’iperconnessione?

Vamping e Like Addiction

  1. Vamping. Nasce come moda ma oggi è una vera e propria abitudine. Il vamping consiste nel trascorrere le ore notturne sui social media a chattare o a giocare fino all’alba. Esiste una piccola percentuale di adolescenti che si sveglia quasi tutte le notti per leggere messaggi e notifiche in modo da non sentirsi fuori dal gruppo. Infatti questo comportamento è tipico della patologia emergente legata all’abuso dello smartphone. La patologia deriva dall’inglese ed è definita con il termine Fear of missing out.
  2. Like Addiction. I ragazzi, soprattutto nella delicata fase dell’adolescenza, sono alla quasi ostinata ricerca di approvazione che si raggiunge attraverso il numero di like e follower. Infatti per circa 5 adolescenti su 10 è routine condividere foto private e ogni singolo aspetto della propria vita quotidiana sottoponendole non solo a pubblico dominio ma al meccanismo perverso dei mi piace. Per oltre 3 adolescenti su 10 è importante il numero dei like ricevuti per questioni di autostima e notorietà. Il 34% reagisce in modo negativo nel caso non si sentisse adeguatamente apprezzato.

Nomofobia e Challenge

  1. Nomofobia. Il termine nomofobia deriva da no-mobile-phone ed è la paura – quasi ossessiva – di rimanere senza telefono o senza connessione a Internet. Quasi 8 adolescenti su 10 hanno il terrore che il proprio cellulare si scarichi o sia privo di segnale fuori casa. Quando questa paura diventa eccessiva, nel 46% dei casi genera ansia nei soggetti più fragili.
  2. Challenge. Le challenge sono sfide sui social network che consistono nel pubblicare video o immagini su richiesta e taggare qualcuno al quale si chiede di postare lo stesso contenuto. Lo scopo delle challenge non è soltanto la diffusione sul web dei contenuti che possono diventare virali in pochissime ore. Circa 2 adolescenti su 10 hanno aderito a questa moda che il più delle volte può rivelarsi pericolosa. Ad esempio, circa 1 su 10 ha partecipato ad una gara alcolica sui social network. Il motivo? Dimostrare di poter bere enormi quantità di alcol in poco tempo e nei luoghi più improponibili al fine di mostrare che si è migliori se lo si sa fare. Alcuni però si fanno selfie mentre vomitano o in condizioni di salute precaria, magari vicini ad un’intossicazione alcolica. Per quanto riguarda le sfide che riguardano più da vicino il sesso femminile, chi non ha mai assistito ad una challenge nel quale si fa a gara a chi è più magra? 5 ragazze su 10 aderiscono a questa moda, altre cadono nel baratro dei disordini alimentari proprio a causa di un’idea distorta di bellezza che i social contribuiscono a fornire continuamente.

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