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Foto: YT Juventus

L’ultimo minuto di Lazio-Juventus ha costretto i bianconeri ad accontentarsi di un punto. Dall’errore di Dybala al gol di Caicedo: non solo colpa della Joya

La paura fa 90, chiedetelo pure alla Juventus. Bianconeri fermati nell’ormai attuale zona Caicedo e costretti a tornare a Torino con un solo punto in tasca. A restare impressa nella mente dei tifosi è tutta l’azione che ha portato alla rete della Lazio. Il povero Dybala ne sa qualcosa, ma è soltanto colpa della Joya?

Siamo al minuto 93.41, mancano quasi venti secondi al triplice fischio e la Juventus potrebbe ripartire in contropiede grazie ad un bel recupero di McKennie. La palla arriva proprio a Dybala che però pasticcia e la butta in fallo laterale. Un errore di concentrazione figlio del momento dell’argentino.

Marusic si appresta a battere la rimessa con un banale passaggio all’indietro, ma Inzaghi alle spalle del montenegrino lo invita a giocare il pallone in avanti per Correa. Da qui in poi il Tucu si apre la strada con una giocata da fenomeno. Ma la pigrizia della Juventus emerge anche in questo frangente. Un raddoppio sbagliato di Cuadrado (autore di una buona partita), che manda fuori giri Bentancur, il quale abbocca alla finta di Correa e subisce un tunnel. Entrambi erano ammoniti e non hanno affondato il colpo, ma la sbagliata posizione del corpo ha permesso all’avversario di passare attraverso i corpi.

Il terzo errore lo commette Rabiot che non temporeggia e a vuoto si fa saltare da Correa. Il protagonista assoluto degli ultimi venti secondi non deve fare altro che cedere il pallone a Caicedo che con il destro gonfia la rete, nonostante il perfetto posizionamento di Bonucci, l’unico a non commettere errori.

“Dobbiamo curare i dettagli, così si vincono i campionati” – ha ribadito Pirlo. Come dargli torto, gli ultimi venti secondo sono un esempio lampante.