Legge di Bilancio, se ne riparlerà dopo l’estate: gli scenari

Legge di Bilancio Deficit Giovanni Tria

Subito dopo la pausa estiva il Governo dovrà approntare la legge di Bilancio. Vediamo quali potrebbero essere gli scenari tra cavalli di battaglia e sorprese dell’ultim’ora

Ieri a Palazzo Chigi si sono incontrati il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il Ministro dell’Economia Giovanni Tria e i due vicepremier del Governo giallo-verde, Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Sul tavolo le prime contrattazioni sulla legge di Bilancio che dovrà essere approntata già dopo la pausa estiva.

Il Premier annuncia la legge di bilancio come una riforma strutturale e al suo fianco ci sono Salvini e Di Maio che spingono perchè nel provvedimento ci sia spazio per i loro cavalli di battaglia della campagna elettorale: la flat tax e il reddito di cittadinanza.

Ma il problema sono sempre le coperture, e da qui varie supposizioni prontamente bollate come “fake news” dai portavoce di Palazzo: il Governo non vuole aumentare l’Iva, nè stracciare il bonus degli 80 Euro previsto da Renzi e dirottare i fondi sulla flat tax. E’ pur vero, però, che per parte sua il Ministro dell’Economia Giovanni Tria ha promesso un riordino dei bonus economici, che toccherà anche la riforma renziana.

Il reddito di cittadinanza

La promessa elettorale pentastellata dovrebbe invece trovare i suoi fondi (stimati per circa due miliardi di euro) nel Fondo sociale Ue.

Ma Di Maio ha già in mente, comunque, una riforma dei centri per l’impiego. Tutto ciò dovrebbe confluire in un provvedimento ad hoc insieme ad altri strumenti, compreso il reddito ad inclusione.

Legge Fornero e quota 100

La legge di Bilancio prevede anche l‘allentamento della Legge Fornero in materia di pensioni e l’introduzione graduale della quota 100 (data dalla somma dell’età anagrafica e gli anni di contributi versati). Più ostica, invece, l’introduzione della quota 41 che prevederebbe la possibilità di andare in pensione a qualunque età a condizione che siano stati versati quarantuno anni di contributi.

Pace fiscale

Infine la riforma giallo-verde si impone la pace fiscale tra i contribuenti e l’Agenzia delle Entrate. In particolare si auspica che i contribuenti che abbiano contratto un debito non superiore ai 100.000 possano pacificare i conti con l’erario versando una somma forfettaria che sarà chiarita in provvedimenti successivi.