18 Novembre 2016 - 12:18

Legge di Stabilità, medici in sciopero il 28 novembre

sciopero medici

La richiesta dei medici: “Vengano accolte le nostre proposte su contratti e assunzioni nel maxi-emendamento alla Legge di Stabilità”

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Medici, sanitari e veterinari della Sanità pubblica hanno proclamato una giornata di sciopero per il 28 novembre per protestare contro l’ennesima procrastinazione della ridefinizione degli ambiti salariali e professionali della categoria.

A seguito del sit-in tenutosi ieri davanti al Parlamento, i sindacati di Anaao, Cimo, Aaroi, Fp Cgil Medici, Cisl Medici, Anpo e Uil Fp hanno dunque deciso di attirare l’attenzione attraverso forme di protesta più convincenti.

Pochi medici e maltrattati, con risorse esigue e incerte per i contratti” lamentano i sindacati nel corso di una conferenza stampa. “La legge di bilancio spiega Costantino Troise, segretario dell’Annao – si è dimenticata di medici, veterinari e sanitari, ovvero di tutti coloro che in questi anni difficili ha garantito anche in carenza di risorse economiche che il servizio sanitario nazionale continuasse a tutelare la salute degli italiani”.

“In particolare, prosegue, i finanziamenti contrattuali sono incerti e esigui. Il depauperamento delle risorse accessorie, dei vecchi contratti prosegue indisturbato. Sono incerti i numeri atti a finanziare nuova occupazione, che ci dovrebbe consentire di rispettare gli orari europei di lavoro e di stabilizzare 14.000 precari. Sembra una miscela punitiva verso una categoria professionale che svolge un lavoro sempre più pesante, anche dal punto di vista legale”.

Le richieste dell’Intersindacale vertono sostanzialmente su cinque punti:

1) garantire l’estensione anche alla sanità dei benefici concessi a 24 milioni di lavoratori privati dalla defiscalizzazione della produttività, elemento che potrebbe essere finalizzato ad un piano nazionale per l’abbattimento delle liste di attesa;

2) estendere al settore pubblico i benefici del welfare aziendale, con la possibilità di contributi alla previdenza integrativa e, per le donne, di strumenti con i quali meglio conciliare vita e lavoro;

3) attribuire al trattamento accessorio del personale dipendente, il cui taglio ha colpito quella parte del salario che remunera la produttività, il merito e il lavoro flessibile e disagiato, nonché l’incremento dei carichi di lavoro, le risorse derivanti dalla riduzione del numero di Unità Operative Complesse e Semplici;

4) evitare il congelamento al 2015 delle risorse destinate al trattamento accessorio della dirigenza medica e sanitaria esclusa dal ruolo unico della dirigenza del pubblico impiego;

5) determinare i fondi contrattuali, a decorrere dal 1 gennaio 2017, secondo le previsioni dell’ultimo contratto collettivo nazionale del 2009, ripristinandone i meccanismi.

Prima di incrociare le braccia i camici bianchi concederanno, ad ogni modo, un’ultima possibilità al governo: “Se entro il 24 novembre, giorno della presentazione degli emendamenti alla Legge di Stabilità, avremo risposte concrete, vedendo esaudite le richieste presentate al Ministro alla Salute Beatrice Lorenzin, si può scongiurare lo sciopero del 28″ ha detto Riccardo Cassi, presidente nazionale di Cimo.

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