10 Gennaio 2018 - 22:36

La lettera di Catherine Deneuve fa infuriare le femministe

Catherine Deneuve

Un dibattito accesissimo si sta consumando attorno alla lettera pubblicata su Le Monde in cui le firmatarie, tra cui anche l’attrice Catherine Deneuve, si scaglia contro la caccia alle streghe di Hollywood dopo il caso Weinstein

Un esercito di cento donne con alla testa l’attrice francese Catherine Deneuve ha inviato al quotidiano d’oltralpe Le Monde, una lettera che sta facendo discutere: nella missiva, le firmatarie, pur riconoscendo il grande impatto che il movimento Me Too ha avuto nella lotta al silenzio post-abusi, ha anche però asserito che questa continua caccia alle streghe rischia di confondere i contorni del femminismo e della sessualità in generale.

Catherine Deneuve: “Femminismo non è odiare gli uomini e la sessualità”

Le dichiarazioni controcorrente affidate alle colonne di Le Monde mirano ad “una netta distinzione tra la violenza sessuale che è un crimine, ed il rimorchio che non è neppure un reato”. In altre parole le donne dovrebbero essere “sufficientemente accorte da non confondere il maldestro corteggiamento con l‘aggressione sessuale“.

Le firmatarie poi non le mandano certo a dire neppure ai network ed alle testate giornalistiche, colpevoli di avere fretta nel mandare “maiali al macello” non rendendosi spesso conto di essere i burattinai di “una campagna delazioni ed accuse pubbliche di individui puniti nell’esercizio del proprio lavoro costretti a dimettersi“. È chiaro che quello che fa storcere il naso a queste anti-Lisistrata sia il fatto che a questi uomini non sia stata data la possibilità di difendersi dalla pubblica gogna mediatica.

L’appello di Catherine Deneuve, le altre firmatarie

Sostengono la campagna contro ogni forma integralista di femminismo e sessualità, tra le altre, anche la giornalista Elisabeth Levy, le scrittrici Catherine Millet e Catherine Robbe-Grillet e l’attrice Ingrid Caven

La missiva ha intanto diviso l’opinione pubblica femminile e non solo, tra coloro che si dicono d’accordo con la campagna contro un “nuovo puritanesimo” e quelle che invece vedono in queste dichiarazione una pura provocazione fine a se stessa.