7° Arte #35: Lo Squalo – Quando venne a galla Steven Spielberg



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Immagine locandina "Lo Squalo"

Basato sull’omonimo romanzo di Peter Benchley, Lo Squalo (titolo originale Jaws) è un film thriller del 1975 diretto da Steven Spielberg. Il film rappresenta la consacrazione della ‘New Hollywood’, una nuova era di fare cinema, riportando in auge il fenomeno dei blockbuster

Recentemente la classifica dei film con più incassi nella storia ha subito un’enorme variazione. Avengers Endgame, diretto da Anthony e Joe Russo è infatti diventato il film con più incassi nella storia del cinema. Ma nella storia sono molte le pellicole che si sono susseguite in questa speciale classifica. Nel 1975 Jaws, qui in Italia conosciuto maggiormente come Lo Squalo, diventò uno dei blockbuster più influenti di sempre, sbancando i botteghini del mondo intero.

Lo Squalo è un pilastro della storia del cinema in quanto testimone di molteplici eventi che hanno delineato il concetto di cinema, commerciale e non. Si tratta innanzitutto dell’opera che portò popolarità al regista Steven Spielberg, uno dei massimi esponenti della New Hollywood e cineasta tutt’oggi, considerato tra i più importanti della storia cinematografica. Regista, produttore e sceneggiatore che nella storia del cinema comparirà spesso e volentieri con notevoli pellicole, evidenziando una duttilità artistica riconducibile a quella di Stanley Kubrick.

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Già con Duel, nel 1971, Spielberg aveva dimostrato dimestichezza nel thriller e nel montaggio. In quel caso si trattava, come suggerito dal titolo, di un duello, ma tra un’auto e una locomotiva. Con Lo Squalo invece il conflitto è tra terra e mare, tra il cacciatore e la preda, tra l’uomo e lo squalo. Nell’immaginaria spiaggia dell’isola di Amity avvengono misteriose morti in mare a causa di un violentissimo e minacciosissimo squalo bianco. Nasce così un panico pubblico e una caccia allo squalo che daranno adito al film, dettato dal culmine di una scena finale girata magistralmente. Un mix di terrore, del vedo/non vedo, accompagnato dalla colonna sonora iconica di John Williams e diretto da un regista perfezionista quale Spielberg.

Show, don’t tell. È una delle massime della narrativa e dello storytelling. Spielberg abbatte questa regola convenzionale e riesce a rendere pericoloso un animale che spesso non vediamo. A causa, infatti, di notevoli problemi di costi di produzione, non fu possibile rendere il personaggio dello squalo ricco di minutaggio all’interno del film. Spielberg dovette arrangiarsi e riuscì a creare il terrore senza far vedere il suo protagonista.

I problemi di produzione caratterizzarono notevolmente la New Hollywood, un lasso di tempo collocabile tra la metà degli anni sessanta e la fine degli anni settanta. Una delle notevoli peculiarità fu la ridimensione delle gerarchie nella fase di realizzazione. Lo schema tradizionale distribuzione-produzione-regista viene stravolto e sono i registi e gli sceneggiatori a prendere in mano le proprie opere, non limitandosi al lavoro manuale e alla scelta del cast, bensì prendendo importanti decisioni nella realizzazione totale della pellicola.

Lo Squalo vinse 3 Premi Oscar nell’edizione del 1976, trionfando come Miglior Colonna Sonora, Miglior Sonoro e Miglior Montaggio. Categorie che ancora oggi risultano fondamentali per un buon thriller. Spielberg divenne esemplare nel dimostrare come anche un genere fino ad allora considerato di nicchia e a volte anche di serie inferiore potesse sbancare al botteghino. Lo Squalo risultò essere un fenomeno di massa, portando nuova linfa e nuovo entusiasmo nei confronti del cinema a livello globale. Di lì un trampolino di lancio per un regista che successivamente ci regalerà perle quali Indiana Jones, E.T. e Salvate il soldato Ryan.

Inoltre, parallelamente al successo dei film horror (vedi L’Esorcista), Spielberg ebbe il coraggio di portare sul grande schermo molta violenza e molto sangue. Un forte impatto visivo che diverrà ben presto molto amato dai cinefili, ripreso e rivisitato da un altro grande regista contemporaneo che si renderà celebre negli anni novanta, tale Quentin Tarantino.

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