Måneskin
immagine da comunicato

I Måneskin si apprestano a calcare il palco della 71esima edizione del Festival di Sanremo. Intanto la band annuncia l’arrivo del nuovo album. Si chiamerà “Teatro d’ira – Vol.I”, in uscita il prossimo 19 marzo

I Måneskin sono tra i big più attesi a Sanremo 2021. La band infatti colpisce per la giovane età che compone la formazione di artisti e per la carica esplosiva. All’Ariston ci terranno tutti “Zitti e buoni” con un brano che è già un progetto a partire dal titolo. Intanto spunta fuori la data di pubblicazione del nuovo album.

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Dopo l’album di debutto “Il ballo della vita”, doppio disco di platino, il gruppo italiano più irriverente della scena presenta “Teatro d’ira – Vol.I”, il primo volume di un nuovo progetto più ampio che si svilupperà nel corso dell’anno. Ad anticipare l’irrefrenabile creatura i singoli “Vent’anni” (disco di platino) e l’inedito “Zitti e buoni” (in gara alla 71ª edizione del Festival di Sanremo).

Il nuovo album dei Måneskin si chiamerà “Teatro d’ira – Vol.I”, in uscita il 19 marzo 2021, ma già in preorder da oggi venerdì 12 febbraio, nel formato fisico vinile e cd. L’ultimissimo lavoro della band è stato registrato in presa diretta, rimandando alle atmosfere analogiche dei bootleg anni ’70.

“Teatro d’ira – Vol.I”, scritto interamente dai Måneskin, contiene l’idea e la voglia di ricreare la dimensione live del loro primo lungo tour (70 date fra Italia e Europa). Un disco da non perdere, crudo, contemporaneo. Un prodotto in puro stile Måneskin in cui Il teatro, metafora in contrasto con l’ira del titolo, diventa lo scenario in cui questa prende forma.

Quella cantata dal gruppo non è una collera che ha un bersaglio predefinito, è piuttosto un urlo generazionale e ribellatorio contro certi stereotipi di bandiera.

“La nostra non è una rabbia nei confronti di qualcuno, ma un’ira che smuove, che crea le rivoluzioni – raccontano i Måneskin – un’ira catartica rivolta alle oppressioni e agli oppressori, che porta a sfogarsi e a ribellarsi verso tutto ciò che ti fa sentire sbagliato e che, come risultato, porta a una rinascita e a un cambiamento. Abbiamo voluto collocare questa forza molto potente in un contesto, quello del teatro, che nell’immaginario comune viene percepito come elegante e pacato. Ci piace questa antitesi: un contrasto che vive nel momento in cui il sipario si apre e, al posto di uno spettacolo o di un balletto, ci si ritrova catapultati in questa esplosione di energia“.

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