Manovra finanziaria, dalla UE si cercano chiarimenti. Punti nodali i migranti e le spese del terremoto



Lettera di chiarimenti dalla UE all’Italia. Renzi:” La Ue apra il portafoglio, invece della bocca”

La nuova manovra del governo italiano ha suscitato le perplessità della UE, che manda al ministro dell’economia Pier Carlo Padoan una lettera di chiarimenti.Il testo della lettera della UE inviata al ministro Padoan

L’ Italia non è l’unico Paese a cui l’Unione Europea chiede spiegazioni circa le spese interne.

Anche Spagna, Lituania, Finlandia e Cipro, dovranno rispondere dei loro bilanci alla comunità europea. Le ultime due, in particolare, assieme all’Italia dovranno dare una risposta in tempi strettissimi, nell’arco di 48 ore.

Per il governo italiano si tratta di una presa di posizione netta, e dal programma tv Politics, il ministro  Padoan anticipa che l’impostazione della legge di bilancio “non si cambia”.

Ad essere al centro del mirino della UE è la mancata correzione strutturale dei conti di almeno lo 0,6% del Pil, oltre il deficit di 0,3 punti addebitato alle spese del terremoto e all’emergenza migranti, punto quest’ultimo, su cui è intervenuto lo stesso Renzi a Porta a Porta.

LA REAZIONE DI RENZI: “L’ITALIA È  PRONTA A METTERE IL VETO SUL BILANCIO COMUNITARIO”

Il premier si è detto disponibile al dialogo con la UE, pur mostrandosi critico nei confronti della politica comunitaria e da Porta a Porta minaccia il veto:

«Di violazioni alle regole Ue, ce ne sono tante: la Francia è da 9 anni sopra il 3 per cento, la Spagna ha un deficit doppio del nostro».

Ed aggiunge: «Noi diamo 20 miliardi all’Europa e l’Ue ce ne restituisce 12. Se l’Ungheria, se la Repubblica Ceca, se la Slovacchia ci fanno la morale sui nostri migranti e poi non ci danno una mano e vogliono i nostri soldi, nel 2017 tutta l’Italia deve stare a fianco del governo per dire che non ce n’è. Noi i soldi li mettiamo se contemporaneamente ci sono anche gli oneri da parte degli altri. I soldi non passano dai muri. Se tiri su un muro, i soldi degli italiani te li scordi».

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