McDonald’s: a Roma il primo Fast Food Museo



McDonald's

Un sito archeologico sotto al fast food: McDonald’s investe creando il primo Fast Food Museo

È il 2014 quando durante i lavori per la costruzione di un nuovo punto vendita della multinazionale americana McDonald’s, a Frattocchie, nel comune di Marino (Roma), gli operai si imbattono in un ritrovamento archeologico. Si tratta di parte della via Appia Antica, lunga 45 metri, e risalenti al II-I secolo a.C. Dopo lo stop ai lavori, si arriva alla soluzione: McDonald’s stanzia 300 mila euro per finanziare gli scavi, renderli fruibili e costruire ugualmente il locale armonizzandolo con il ritrovamento, il tutto sotto la direzione tecnico- scientifica della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma.

Il risultato

Il 21 febbraio scorso è stato aperto il primo Fast Food Museo. Il locale si è dotato di una una galleria sottostante, allestita con panelli didattici in lingua italiana e inglese, accessibile gratuitamente attraverso un’entrata separata rispetto al ristorante, che permette di percorrere fisicamente la strada, dove sono ancora visibili i solchi delle ruote dei carri e di tre scheletri ritrovati lungo un canale di scolo. Il tratto viario è fruibile anche dall’interno del ristorante per mezzo di una particolare struttura a ponte, con il pavimento trasparente che permette di vedere il sottostante ritrovamento.

Un originale ristorante- museo, per consumare un pasto circondati dal fascino di una città millenaria. A tal proposito Mario Federico, amministratore delegato McDonald’s Italia, ha dichiarato: “Sono particolarmente orgoglioso di aver contribuito, come McDonald’s Italia, a restituire al territorio di Marino questa importante testimonianza della sua storia. Questo progetto è un esempio virtuoso di come pubblico e privato possano collaborare fattivamente al recupero culturale a vantaggio della comunità. Ma non solo: testimonia il fatto che è possibile far convivere modernità e cultura antica”. 

Le polemiche non sono state poche, dall’accusa di sfruttamento commerciale di un bene storico, alla minaccia per l’economia locale. L’azienda non è nuova a questi contrasti, basta ricordare quella recentissima in merito all’apertura di un McDonald’s a Firenze di fronte al Duomo, che ha incontrato il netto rifiuto sia da parte dei cittadini che dello stesso sindaco Nardella, che si schierò a difesa delle attività tradizionali del centro storico.

Tuttavia il progetto è andato a buon fine, con vantaggi per tutti: attrarre pubblico attraverso la cultura, lavorare secondo i parametri delle istituzioni e richiamare investimenti che restituiscano capitale ma anche bene e valore comune.

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