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Mario Draghi dovrà muoversi tra le varie idee dei gruppi politici per regolamentare i migranti. Quale sarà la linea politica da seguire?

Tra i vari dossier di cui il Governo Draghi dovrà occuparsi c’è anche quello sull’immigrazione. Ed è proprio sulla questione dei migranti che le forze politiche potranno trovare un primo grande ostacolo. Si tratta infatti di un tema molto delicato che presenta numerose differenze di vedute. Con la maggioranza allargata alla base del nuovo esecutivo, la politica sull’immigrazione potrebbe subire dei cambi. La Lega infatti già chiede di prendere le distanze da quanto attuato nel Conte bis. Ma la riconferma di Luciana Lamorgese agli interni potrebbe essere un segnale lanciato dal premier europeista.

Mario Draghi e la politica sull’immigrazione?

Il Presidente del Consiglio non si è ancora espresso apertamente sul tema, occorre però tenere a mente che da fermo europeista qual è non si discosterà tanto dalle politiche comunitarie. Alcune posizioni dell’ex Presidente della BCE sulla tematica dell’immigrazione possono essere comunque tratte dall’intervento al Brussels Economic Forum tenuto nel giugno 2016. La popolazione in età da lavoro diminuirà gradualmente nella prossima decade, la crescita dell’occupazione inizierà a decelerare in un futuro non distante, nonostante decise riforme” e “anche un’immigrazione più elevata del previsto è improbabile che sia in grado di disinnescare il declino della popolazione“. “Le politiche possono temperare questi effetti attraverso l’integrazione dei migranti“, concluse Draghi.

In particolare, non va sottovalutato il rapporto che Mario Draghi intrattiene da anni con la cancelliera tedesca Angela Merkel. L’amicizia e la stima che lega le due personalità infatti potrebbe pesare non poco sulle politiche migratorie che l’Italia adotterà da qui a breve. Anche la scelta di riconfermare al Ministero dell’Interno Luciana Lamorgese va letta come un messaggio che l’Italia lancia a Bruxelles, una rassicurazione per avvertire i vertici europei che sicuramente non ci saranno più quelle politiche migratorie sovraniste varate dai giallo-verdi nel Conte primo.

Salvini verso il cambio di rotta: “D’accordo con le politiche europee”

La tematica migranti è una tematica che chiede a voce alta di essere risolta. Quello che accade ai confini della Rotta Balcanica infatti è al limite dell’umanità. E a breve ci sarà di nuovo il problema degli sbarchi, che con l’arrivo del clima più mitigato torneranno ad essere più numerosi. In questo senso, il sindaco di Lampedusa lancia un appello al nuovo esecutivo: “Il tema dei migranti deve essere al centro dell’agenda politica del governo che dovrebbe finalmente valutare di sottoscrivere il Global Compact for Migration, il documento delle Nazioni Unite per una migrazione regolare, ordinata e sicura, e sostenere direttamente i territori di confine impegnati in prima linea nell’emergenza umanitaria. Mi aspetto che il presidente incaricato Draghi faccia chiarezza fin dall’inizio sull’approccio che l’Italia avrà sulla gestione dei flussi migratori.”

É proprio sulla questione migranti che il Governo Draghi potrebbe incontrare il primo grande stallo. La maggioranza che lo sostiene infatti è molto variegata così come le idee dei vari gruppi politici. Il problema principale è la Lega, che con gli slogan anti-immigrazione ha costruito tutta la sua retorica. Adesso Salvini sembra fare un passo indietro e dichiara: “Sul tema immigrazione noi proporremo l’adozione della legislazione europea”. Ma il portavoce della Lega si dice anche non disposto a continuare con la linea politica del precedente esecutivo e chiede un “cambio di passo nella gestione dell’immigrazione”.