Il MiSE e la nuova strategia energetica: come migliorare la situazione



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Il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) ha recentemente reso accessibile al pubblico il documento relativo al nuovo SEN (Strategia Energetica Nazionale)

La nostra società ed il nostro mondo si stanno velocemente muovendo verso una logica di eco-sostenibilità per quanto concerne i consumi energetici e lo sfruttamento delle risorse ambientali. E data l’importanza dell’allineamento a quanto stabilito dall’Accordo di Parigi, anche l’Italia deve muoversi velocemente verso una strategia energetica che abbandoni il carbone e che favorisca lo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabili: questo e tanto altro il contenuto del documento relativo al nuovo piano strategico nazionale del SEN, la cui consultazione è stata resa pubblica dal MiSE. Vediamo quindi di approfondirne ogni singolo dettaglio

SEN: il MiSE presenta le nuove linee strategiche energetiche

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) ha recentemente reso accessibile al pubblico il documento relativo al nuovo SEN (Strategia Energetica Nazionale), da oggi consultabile liberamente dalle imprese e dai cittadini. Il suddetto piano concentra i suoi punti cardine sullo sfruttamento del gas e delle energie rinnovabili come alternativa eco-sostenibile al carbone, in vista di un efficientamento energetico che dovrà ovviamente favorire la competitività del nostro Paese, regolandoci anche con le politiche promosse dal COP 21 e ratificate con l’Accordo di Parigi.

Inoltre, il suddetto documento diventerà anche l’occasione per generare un circolo virtuoso di pareri e di opinioni, volte a risaltarne eventuali difetti ed eventualmente a vagliare le proposte più interessanti mosse dagli stakeholders.  Il decarbonizzamento è dunque il fulcro di un piano strategico che ha lo scopo di trasformare l’Italia in uno dei principali HUB di energia sostenibile nel Mediterraneo.

I punti da migliorare nell’offerta energetica italiana

Gli obiettivi promossi dalla nuova strategia energetica nazionale virano verso l’aumento relativo alla produzione di energia rinnovabile nel Paese: un piano che, negli ultimi anni, ha registrato dei risultati molto positivi, riducendo la dipendenza dell’Italia dai produttori esteri e dunque favorendo un risparmio in termini economici davvero molto interessante. Infatti per quanto concerne il settore del privato (dunque del non industriale), il problema dell’incidenze economica delle bollette sulla redditività è quello più annoso.

L’unico metodo che hanno ora i consumatori per abbattere il costo delle bollette è la ricerca della migliore tariffa sul mercato. A fare questo vengono in aiuto alcuni siti che permettono di comparare diverse tariffe tra cui quella energetica, in modo tale da poter valutare tutte le offerte proposte dalle aziende del settore, e poi poter scegliere le migliori e più convenienti affinando la ricerca tramite i diversi filtri messi a disposizione.

Tuttavia non è certamente una soluzione stabile al problema, che deve essere risolto, in maniera definitiva. D’altra parte anche il settore industriale chiede a gran voce da anni una nuova strategia economica.

Quanto influisce il costo dell’energia sulla competitività italiana?

Anche per le imprese infatti la situazione richiede dei miglioramenti: negli ultimi 7 anni i costi dell’energia in Europa sono andati via via aumentando: una questione che ha avuto il suo grande impatto soprattutto sul settore industriale, e dunque sui cosiddetti “grandi consumatori di energia”.

Il suddetto aumento dei costi, dovuto soprattutto agli oneri e alle imposte fiscali, ha ovviamente causato un danno alle nostre imprese, le quali – essendo sottoposte a voci di costo energetico così alte – hanno dovuto gioco forza limitare il proprio raggio d’azione per rientrare nelle spese. Questo ha di riflesso provocato una contrazione della loro potenziale crescita, limitando al tempo stesso la crescita economica del nostro Paese. Abbattere i costi con l’energia sostenibile, dunque, risulta importantissimo.

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