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Monza sotto pressione. A lanciare l’allarme è il direttore dell’ASST, Mario Alparone che paragona la città alla Codogno della prima ondata

Monza chiede aiuto. Portavoce di una situazione di estrema emergenza con un sistema sanitario al limite del collasso, è Mario Alparone, direttore dell’ASST di Monza. L’Azienda Socio Sanitaria Territoriale lancia un disperato appello: “l’equilibrio è compromesso, ci serve aiuto”.

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Monza come la Codogno della prima ondata, ma siamo a novembre e il virus avanza per la seconda volta riducendo all’osso il personale sempre più compromesso. Nell’ultima settimana infatti sono 340 gli operatori sanitari che hanno contratto il Covid, lasciando gravi posti vacanti all’interno delle strutture sanitarie.

La città di Monza è in ginocchio, servono rinforzi per fronteggiare l’avanzare dei ricoveri e al contempo sopperire alla carenza di personale. Dall’ASST di Monza dipendono il San Gerardo e l’ospedale di Desio e sulla tenuta dei complessi Alparone non ha alcun dubbio: è Monza la nuova Codogno.

Monza è la Codogno della seconda ondata

In questo momento Codogno siamo noi e abbiamo bisogno della stessa attenzione che abbiamo dato noi in fase uno agli altri” riferisce così il direttore, in riferimento alla drammatica situazione della Monza Brianza. Nelle ultime settimane infatti, è sempre stata tra le province con il peggior rapporto tra nuovi casi e popolazione.

Al fronte di 110 nuove assunzioni, è  davvero incredibile il numero di operatori sanitari positivi, la cifra è di 340 unità. Un rapporto che ha spinto Alparone a chiedere sussidio alla Regione Lombardia con l’intervento dell’Esercito e della Protezione Civile. Per tamponare il problema, da domenica è stata assunta la decisione di rifiutare i ricoveri definiti non gravi.

Ad oggi sono 450 i malati di Covid ricoverati alla Asst Monza, di cui 43 in terapia intensiva al San Gerardo e 95 presso l’ospedale di Desio. Urgono trasferimenti di pazienti in altri ospedali così da alleviare la pressione e garantire un buon equilibrio tra pazienti in uscita e in entrata.

Questo equilibrio da circa una settimana è compromesso” spiega preoccupato il direttore dell’ASST Il motivo di questa rottura è duplice. Se da un lato le strutture della Monza-Brianza sono spesso rifugio anche di casi provenienti da ospedali meno saturi, dall’altro insiste il divario personale infettato rispetto a quello di neo assunzione.

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