Enrico Nicoletti
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Enrico Nicoletti dialogava con politica e malavita. Si occupava dei collegamenti con la PA e aveva un tasso criminale molto elevato

Un altro pezzo di storia dell’Italia passata se n’è ufficialmente andato. Enrico Nicoletti, colui che era considerato il ‘cassiere’ della Banda della Magliana, si è ufficialmente spento a 84 anni in una clinica romana. L’uomo, già da tempo, era affetto da gravi problemi di salute, che negli ultimi periodi sono ulteriormente peggiorati. La sua è stata una vita da romanzo criminale, tanto che il suo personaggio aveva ispirato il famoso “Secco” del film e della serie TV. Lui era divenuto famoso per essere diventato il cassiere del gruppo.

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Enrico Nicoletti è stato un uomo dalla criminalità poliedrica. La banda e i suoi affari erano di interesse primario, in quanto lui stesso era diventato cassiere ufficiale del gruppo. Il criminale è stato più volte in carcere, detentore dei patrimoni e delle ricchezze accumulate dalla feroce organizzazione che negli anni ’70 seminò sangue e morte a Roma. L’uomo amava il lusso ostentato, tale da avere una sorta di reggia con parco. La stessa casa, ovvero Villa Osio, fu poi confiscata, e il Campidoglio, nel 2005, la riorganizzò nella famosa “Casa del Jazz“.

L’uomo era legato all’ultimo capo della Banda, Enrico De Pedis, ed ebbe in eredità alcune proprietà immobiliari che appartenevano al boss.
Un uomo che ha rappresentato un momento importante dell’attività di collateralismo alle organizzazioni criminali per massimizzarne i profitti, attraverso articolate attività di riciclaggio. Era il collettore di più mondi criminali, con collegamenti indubbi con la politica e la pubblica amministrazione. Chiaramente aveva un tasso criminale molto elevato. Negli ultimi tempi si era improvvisamente eclissato.” ha dichiarato il magistrato Otello Lupacchini, che in prima persona si è occupato delle indagini.

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