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Il mondo della “palla a spicchi” tricolore mostra sempre più un aspetto particolare; a quintetti formati unicamente da stranieri (NCAA) si contrappongono realtà che mirano a far emergere i nostri talenti

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Una caratteristica del basket azzurro, sviluppatasi negli ultimi decenni, è quella di spedire atleti nel mondo a stelle e strisce sin dalla giovane età, arricchendo il mondo universitario della NCAA.

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In un recente articolo pubblicato dal New York Post, infatti, il tecnico di St. John’s (dove gioca già l’ex Stella Azzurra Roma Amar Alibegovic), Steve Lavin, ha fortemente elogiato le doti di due dei maggiori prospetti nostrani: Federico Mussini e Nicola Akele.

Cresciuto nelle giovanili della Pallacanestro Reggiana, Federico Mussini, play classe 1996, inizia ad emergere fra i pari età nella stagione 2012 – 2013.

Avvistato subito dai GM NCAA, Federico inizia la sua scalata nel basket che conta lo scorso anno attraverso la promozione in prima squadra dove, nonostante il basso minutaggio, riesce a dare il suo contributo nella vittoria in EuroChallenge.

Nella stagione regolare in corso entra ufficialmente nelle rotazioni di coah Menetti, come riserva di Cinciarini, e iniza a mettere in mostra tutte le sue doti di fronte al pubblico reggiano (soprattutto in Eurocup con “ventelli”a seguire).

La storia di Nicola Akele è invece molto più complicata.

Akele comincia a calcare i parquet di basket con il Montebelluna nel 2007 per poi essere spedito subito (l’anno successivo) alla Reyer Venezia Mestre.

Dopo aver fatto la gavetta nelle giovanili della Reyer viene promosso in prima squadra e con l’arrivo di Zare Marvkovski si guadagna anche un posto fisso nel quintetto titolare.

Guardia/ala di 200 cm, si distingue per la sua esplosività in attacco e la sua difesa aggressiva tanto da essere considerato il futuro leader dei lagunari.

L’allontanamento di Zare e l’arrivo di Recalcati cambia, però, la sua posizione in squadra.

Infatti, la scorsa estate, si incrinano i rapporti fra il giocatore e la società: Akele chiede il prestito (quasi concluso il suo passaggio a Trieste durante l’agosto 2014) per lasciare una porta aperta al basket universitario americano mentre Venezia offre un prolugamento di contratto che lo porterebbe direttamente fra i professionisti.

La diatriba continua per diversi mesi e Nicola decide, ad un certo punto, che è il momento buono per lasciare l’Italia: il 12 novembre rescinde ufficialmente con l’Umana e si accasa definitivamente all’IMG Accademy in Florida.

La vendetta di Nicola però non si ferma qui in quanto, dopo circa un mese, viene inserito nella lista dei migliori venti prospetti dell’Accademy stilata dal sito Floridahoops.

Le vicende dei due giocatori mostrano come il movimento basket italiano non è affatto in affanno (come fanno credere alcuni ai piani superiori); le società, dal canto loro, dovrebbero avere più fiducia nei nostri giocatori ,attendendo pazientemente il loro momento, evitando la subordinazione ad americani a mezzo servizio.

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