Nel Cilento lento di Baia degli Infreschi

BAIA DEGLI INFRESCHI

Oltre il paesaggio e il cibo commerciale. Questa settimana con aZONzo Outdoor alla scoperta del tempo e dei sapori perduti nel Cilento lento di Baia degli Infreschi

Che sia sulle nostre tavole o nelle nostre passeggiate, ciò che gli Outdoorini cercano in una giornata Outdoor è un benessere interiore – fisico, mentale ed emotivo – attraverso la scoperta di posti nuovi, la condivisione, il superamento delle difficoltà, l’arricchimento reciproco e, non ultimo, il sentimento ormai raro dello stupore, anche per le piccole cose che scopriamo e che sperimentiamo.

Insomma, dare autenticità al proprio tempo.

Quando si sceglie di trascorrere un sabato o una domenica fuoriporta si sceglie di rinunciare a tutto il rituale del fine settimana ormai caro alla nostra cultura: il giro al centro commerciale, o il vagabondaggio pezzato nei negozi del centro; l’aperitivo al bar sul corso, poi la braciola di casa con annessa pennica pomeridiana sul divano della cucina, e magari le tavole rotonde con il simpatico parentato di turno.

Rinunciamo ahimè alla tv e alla sua vasta gamma di proposte interessanti, al kazzeggio virtuale su Facebook, all’organizzazione impegnativa della serata su whatsapp.

Nei casi migliori, si arriva a Vietri sul Mare per un gelato e si rimane poi solo 5 ore in auto a godersi la fila del traffico.

baia degli infreschi dall'alto
Nel Cilento lento di Baia degli Infreschi

Insoddisfatti dalle proposte del weekend cittadino, noi scegliamo di allontanarci dalla “frenesia dell’ozio domenicale” e scegliamo di indossare scarpe da trekking, spegnere il cellulare e metterci in cammino.

Zaino in spalla, ci approcciamo ogni volta verso percorsi sempre nuovi e spesso non tracciati.

Al giro tra i negozi scegliamo quello sulle bici, alla salita verso la tavola di casa quella sulla vetta di una montagna. Vietri la guardiamo non dal finestrino di un auto, ma sul dorso di una canoa, di un gozzo o di una barca a vela, con i piedi in acqua e la faccia al sole.

Al paesaggio urbano preferiamo quello della natura, all’atrofia della ruotine la meraviglia del nuovo, ai soliti volti noti gli insoliti dettagli ignoti.

Alla velocità scegliamo la lentezza.

Così, invece di restare a casa ad aspettare che il giorno finisca, perché ramolliti dallo stordimento domenicale in cui spesso diventiamo pigri, rendendo inutile il prezioso tempo a disposizione, ci accingiamo ad una nuova domenica fuori porta nella terra fuori dal tempo: il Cilento.

Nel Cilento lento di Baia degli Infreschi
Nel Cilento lento di Baia degli Infreschi

Con un simpatico andamento lento – la nostra caratteristica andatura flemmatica che necessita di frequenti pause per foto, break di frutta secca, soste per “la verdura” da raccogliere e antropologiche riflessioni che ti frenano dall’incedere – partiamo da Marina di Camerota per un trekking di sola andata fino all’area marina protetta di Baia degli Infreschi, da cui poi torneremo sulla “via del mare”.

Il giro ad anello di terra e mare ci farà godere così di questo tratto di costa cilentana da entrambe le prospettive: all’andata sbirciando dietro le quinte delle sue spiagge, che scopriremo dall’alto immersi nella macchia mediterranea, e in prima fila sulla tribuna del mare al ritorno verso Marina, a poppa di barconi imbizzarriti faccia a faccia con le sue grotte e le sue calette.

Perché noi Outdoorini siamo poliedrici come i luoghi e le terra che sperimentiamo.

Dalla spiaggia di Lentiscelle ci mettiamo in fila indiana per iniziare un comodo sentiero, gradone dopo gradone, tutti dietro le “sporte segrete” in possesso del nostro Group Leader, nelle quali si nascondono gli ingredienti magici della caponata che soddisferà i nostri palati all’arrivo alla Baia.

Il nostro problema però non sono i palati troppo esigenti, quanto gli stomaci un pò irriverenti.

Strette le sporte e le birre ancora fresche, ruggisce il “Leo” alle nostre richieste e sollecita ad incamminarci.

Da Corsaro Nero in quel di Capri lo riscopriamo Leone di Caprera in quel di Lentiscelle.

scogliera marina di camerota
Nel Cilento lento di Baia degli Infreschi

Respirando i profumi della macchia mediterranea e un pò di brezza che tira dalla costa, tra carrubo, eriche, agavi e ginestre, piante di olivo selvatico, mirto per il nostro liquore, corbezzoli, che più in là rubacchieremo per fare la marmellata, e ancora asparagi che qualcuno scova, andiamo alla ricerca della Primula palinuri, che è una specie di pianta protetta sia a livello regionale che comunitario.

Interessante sapere che trovandosi quasi esclusivamente nella ristretta fascia costiera campana tra Capo Palinuro e la Baia degli Infreschi, il Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano ha eletto il fiore a simbolo del parco, inserendone l’immagine nel proprio logo.

Nessuno di noi l’ha vista, ma in compenso camminando e chiacchierando tra ruderi e cascine, dopo scorci di spiagge meritevoli di mille foto e torri costiere, dopo la scogliera in lontananza di Cala Bianca e la piccola baia ciottolosa di Cala Fortuna, che si sono date improvvisamente e inaspettatamente alla vista, giungiamo sulla testa di Baia degli Infreschi.

E qui dall’alto prima ancora di assaggiarla, possiamo già vedere quanto è bella.

Insenatura ad arco tra le più suggestive delle nostre coste, abbraccia con le sue scogliere e le sue nascoste grotte, un angolo di mare sempre limpido e che si trasforma in mille tonalità a seconda del tempo e delle stagioni.

Capriccioso e agitato oggi, era di un blu intenso che si faceva verde in alcuni angoli toccati dai raggi che presenziavano a singhiozzi.

trekking a baia degli Infreschi
Nel Cilento lento di Baia degli Infreschi

Di straordinaria valenza naturalistica per il tratto di costa tirrenica meridionale, nel 2014 Baia degli Infreschi è stata eletta spiaggia più bella d’Italia dal contest di Legambiente lanciato sul web.

E se la bellezza oltre l’aspetto puramente estetico è ciò che attrae, che seduce, che incuriosisce, che ti prende, allora questa spiaggia ci ha preso anche per la gola.

Non poteva sperare in un incontro migliore Outdoor Campania se non con la condotta di Slow Food di Marina di Camerota che ha reso oggi la Baia l’autentica location di una “festa” cilentana.

E Baia degli Infreschi è diventata Baia del Rinfresco.

Canti popolari e tarantelle, pentoloni fumanti e vino a go-go, allegri buongustai e ottimi cuochi.

Gli amici di Slow Food hanno scelto oggi questa spiaggia per dar voce ad una modus vivendi e operandi propria della cultura cilentana che va oltre le sue bellezze naturalistiche e paesaggistiche e costituisce la bellezza pura e verace di tutto Cilento.

Dietro il cibo sano la bellezza slow di questa terra.

Una bellezza che, oltre il suo mare e i suoi paesaggi, dice delle sue tradizioni, dei suoi prodotti genuini, della sua gente dignitosa, della biodiversità di un territorio che porta le sue origini fino a tavola.

La storia del Cilento è tutta nei suoi piatti.

flora baia degli infreschi
Nel Cilento lento di Baia degli Infreschi

La terra che ha dato i natali alla dieta mediterranea insegna la restituzione al cibo del giusto valore, nel rispetto dell’ambiente, dell’ecosistema e di chi lo produce che – a differenza della grande catena e della multinazionale – è ancora portatore dei valori e dei saperi della propria terra, e quindi ne tutela le differenze.

Il Cilento è lento. Per i suoi prodotti lontano dalla logica del profitto, ma soprattutto per i modo di fare della sua gente.

Il Cilento è una terra dove non regna lo stress, dove ancora la domenica si sta in piazzetta al sole, dove i ragazzini ancora giocano a pallone, gli anziani a carte, esistono ancora le donne che fanno i fusilli a mano e si mangia tutti insieme per la gioia del convivio.

Una terra dove se vai al bar e chiedi un caffè lo bevi dopo un quarto d’ora, perché intanto la signora dietro la cassa avrà intavolato un discorso che avrà coinvolto l’intero locale. Con calma.

Vivere il Cilento, oltre che vederlo, è la pratica di una diversa qualità della vita fatta del rispetto dei tempi naturali e del diritto al piacere.

Una terra dove la gente sorride sempre senza essere mai invadente, che è ospitale ma senza mai essere indiscreta. E a tavola non si parla mai di finta politica e del Dio Denaro, ma di cosa si cucinerà e di come è cresciuta la scarola nell’orticello.

Non si profana mai il cibo, autentico bene e vero valore.

E chi è ospite in terra cilentana si sente meglio, perché è lontano dagli affanni e dalle abitudini frenetiche, alimentari e comportamentali.

SLOW FOOD E OUTDOOR CAMPANIA
Nel Cilento lento di Baia degli Infreschi

Lo slow food è frutto di una più universale “slow life” come scelta di vivere meglio e riprenderci il nostro tempo.

La Slow life appartiene a questo momento di festa, all’identità del Cilento, al nostro spirito

di Outdoorini.

Anche Outdoor ha i suoi personaggi slow, come le raccoglitrici nomadi di erbe spontanee che rendono ogni erba commestibile per piatti comunitari; i cultori del liquorino, per quel sano spirito baccano che ci caratterizza; o le maghe delle marmellate, che trasformano ogni frutto in composte di alta qualità.

La nostra scelta dell’Outdoor è la scelta di uno stile di vita a contatto con la natura, in tutte le sue forme, nel rispetto e nella conoscenza del territorio e le sue risorse locali, e non nel loro consumo.

La scelta è di non disperdere le nostre energie per problemi irrisolvibili e pensieri negativi e direzionarle invece verso l’apertura alla vita, sfruttando il vero lusso che abbiamo a nostra disposizione: il Tempo. Di osservare, ammirare, cogliere le possibilità, ascoltare e ascoltarci.

E soprattutto di godere del tragitto più che della vetta, e delle sue soste.

I km percorsi e il tempo impiegato spesso li dimentichiamo. Sono importanti solo per organizzare la giornata, ma una volta deciso il percorso ci lasciamo andare. Non esistono competizioni o gare sciocche.

Noi veri outdoorini abbiamo un orologio cerebrale che risulta assai impreciso. La nostra percezione del tempo è variabile a seconda dell’evento e delle circostanze in cui avviene.

mare agitato verso baia degli infreschi
Nel Cilento lento di Baia degli Infreschi

E così accade che dopo la tarantella cilentana, la maracucciata di Lentiscosa, il bagno alla Baia e la caponata griffata original outdoor”, ci aspettano i barconi di Caronte che – come profughi alla ricerca della terraferma di Camerota – andremo per cale e grotte e anfratti di mare, che porteranno al loro interno teste di toro, lune calanti, madonne con bambino, pinguini, barboncini, e tutto quello che la fervida e giocosa fantasia umana possa immaginare in un posto come questo che lascia spazio ad ogni bizzarria del pensiero.

Siamo sciabordati nei barconi dalle onde che dimenano le nostre pance. Forse siamo felicemente sazi.

“Perché è scomparso il piacere della lentezza? Dove mai sono finiti i perdigiorno di un tempo? Dove sono quegli eroi sfaccendati delle canzoni popolari, quei vagabondi che vanno a zonzo da un mulino all’altro e dormono sotto le stelle? Sono scomparsi insieme ai sentieri tra i campi, insieme ai prati e alle radure, insieme alla natura? Un proverbio ceco definisce il loro placido ozio con una metafora: essi contemplano le finestre del buon Dio. Chi contempla le finestre del buon Dio non si annoia; è felice.”

(Milan Kundera)