obesità
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Secondo uno studio, un farmaco che smorza l’appetito consentirebbe di perdere più di un quinto del proprio peso. Potrebbe rappresentare una svolta nel trattamento dell’obesità

Una possibile svolta, secondo alcuni scienziati, è arrivata nel trattamento dell’obesità grazie ad un farmaco che sopprime l’appetito. Lo studio è stato condotto su quasi 2.000 persone e ha portato ad una perdita di peso media di 15 kg durante i 15 mesi di prova: si tratterebbe quindi di più di un quinto del peso corporeo di ogni soggetto. Il trattamento è consistito in un’iniezione settimanale del farmaco (Semaglutide) abbinata a consigli su dieta e fitness.

Il Semaglutide è un farmaco già noto ad alcune persone che lo usano come trattamento per il diabete di tipo 2, ma questo studio ne ha esaminato la somministrazione a dosi più elevate. Il farmaco agisce alterando i livelli di appetito del corpo e imitando un ormone – chiamato GLP1 – che viene rilasciato dopo aver mangiato un pasto abbondante.
Lo studio ha fornito ad alcune persone il farmaco e ad altri un’iniezione fittizia, mentre entrambi i gruppi hanno ricevuto consigli sullo stile di vita. I risultati, pubblicati nel New England Journal of Medicine, hanno mostrato che le persone hanno perso una media di 15 kg con semaglutide rispetto a 2,6 kg senza. Il 32% delle persone ha perso un quinto del proprio peso corporeo con il farmaco, rispetto a meno del 2% con il trattamento fittizio.

Una nuova era?

Secondo la professoressa Rachel Batterham dell’UCL, potrebbe trattarsi di un punto di svolta nel trattamento dell’obesità e dell’unica alternativa paragonabile alla chirurgia bariatrica per efficacia.

Semaglutide è stato sottoposto alle autorità di regolamentazione dei farmaci, quindi non può essere prescritto di routine. Tuttavia, il professor Batterham prevede che il farmaco potrebbe essere inizialmente utilizzato da cliniche specializzate per la perdita di peso piuttosto che essere reso direttamente disponibile al pubblico.
Si sono infatti verificati effetti collaterali al trattamento tra cui nausea, diarrea, vomito e costipazione e sono in corso studi per capire se la perdita di peso può essere sostenuta a lungo termine.

Il Prof Sir Stephen O’Rahilly dell’Università di Cambridge ha dichiarato: “La quantità di perdita di peso ottenuta è maggiore di quella osservata con qualsiasi farmaco anti-obesità autorizzato. Questo è l’inizio di una nuova era per lo sviluppo di farmaci per l’obesità”.