OKNOTOK il tributo alla carriera dei Radiohead

Radiohead

OKNOTOK esce a vent’anni da Ok Computer: una versione rimasterizzata di uno dei più noti album dei Radiohead, dedicata alla recente scomparsa dell’ex moglie di Thom Yorke

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Vent’anni dopo i Radiohead fanno un tuffo nel passato. OKNOTOK è un vero e proprio regalo per i nostalgici fan dei primi Radiohead, che al tempo di Ok Computer, vivevano una fase di prima effettiva formazione musicale che avrebbe portato la band di Oxford ad essere una delle band del secolo.

Era il 1995 e i Radiohead pubblicavano The Bends, secondo album, che va a consolidare in modo definitivo il loro successo con 500 mila copie vendute in sei mesi, soltanto nel Regno Unito. La creazione del terzo album fu decisiva per la band, al tempo sull’orlo dello scioglimento, causa di forti tensioni date le aspettative mondiali: i Radiohead non volevano cedere alle convenzionali regole della musica commerciale e restarono fedeli a quest’idea.

Il 16 giugno del 1997 venne pubblicato Ok computer, opera matura di una band che ha trovato la propria essenza. A distanza di vent’anni il 23 giugno 2017 viene pubblicato OKNOTOK: 23 tracce in formati digitali, doppio cd e triplo lp in 180g; ci si aspetta da questa ristampa oltre che il consenso dei fedelissimi fan anche il tentativo di avvicinare le nuove generazioni che conoscono i Radiohead maggiormente per le recenti e sofisticate distorsioni di Greenwood o per i loop di Yorke.radiohead

Nel maggio scorso venne pubblicato A Moon Shaped Pool dove le conoscenze elettroniche più eleganti e complesse vanno a fondersi con un suono più classico, è l’album della maturità.

La pubblicazione di OKNOTOK invece celebra il passato, dedicato alla recente perdita dell’ex moglie di Tom Yorke, troviamo infatti all’interno la dedica: “This re-issue is dedicated to the memory of dr Rachel Owen 1968-2016 who died after a long and brave battle with cancer. We hope you are ok.” Questo album continente due cd: Ok computer rimasterizzato e altri undici brani.

Partendo dal secondo cd possiamo notare come sia una raccolta di brani già noti e contenuti nei B-sides dello stesso periodo: 6 vennero raccolti nell’EP “Airbag / How Am I Driving?”, “Lull” fu pubblicata sul CD-singolo di “Karma police” e “How I made millions” su quello di “No surprises”. Il vero regalo sono però tre inediti, già conosciuti dai fan poiché performate in alcuni rari live.

La ballata “I Promise” ascoltata suonata in alcune delle date del tour, singolo lanciato in anteprima il cui video è diretto dal regista polacco Michal Marczak, contiene dei riferimenti a Paranoid Android.

Man of War conosciuta dai fan come “Big boots”, contiene qualche modifica nel testo: “What a nasty surprise” è stato sostituito con “You’re my man of war”. Questo brano porta con sé l’inquietudine che non si evince soltanto dalle note ma anche guardando il video ufficiale, diretto da Colin Read, dove vediamo il protagonista, un uomo guardingo che cammina poi corre spaesato e impaurito, fugge e non si sa da cosa: un chiaro rimando alla moderna società.

“Lift” tanto amata dai fan una ballata la cui versione studio è molto simile alla versione live, brano accantonato dalla band anni fa onde evitare fosse alla mercé delle case discografiche, O’Brien sostiene in più interviste che quel brano avrebbe potuto “ucciderli”, così inconsciamente venne rovinata in studio.Il primo cd è è una versione rimasterizzata del celeberrimo Ok computer che contiene tracce che vanno da Airbag a The tourist, passando per Let Down e No surprises : i “super classici” caratterizzati dalla matura voce di Yorke, fedeli alla versione originale del ’97 .

rdiohead ok computerLa prima traccia è la storica “Airbag” riportata in auge dalla band e presente anche nelle scalette dei concerti in Italia nei quali i fortunati hanno potuto assistere ad un raro spettacolo e ad una scaletta legata agli storici successi.

Parlando di successi non si può non citare Paranoid Android, probabilmente una delle più celebri tracce della band, nella lista delle 500 migliori canzoni secondo la rivista Rolling Stone, dove la frenetica chitarra di Greenwood suggerisce il caos mentale e il “rumore” dominante in tutto l’album: l’uomo frastornato nella società come fosse un “androide paranoico” stretto ed ingabbiato nella fredda società che vede spiccare il volo con “Let down”, brano disilluso e malinconico: “One day I’m gone grow wings, a chemical reaction, hysterical and useless”.

Questi sono solo alcuni degli storici brani che colgono a pieno il significato di questo album che è considerato epocale oltre che per la tecnica musicale per la capacità di rappresentare le difficoltà presenti in società. Le nuove generazioni, oggi come al tempo, sono legate da un comune spiccato senso di alienazione che ha iniziato ad affermarsi vent’anni fa dato l’incalzante incedere della tecnologia. I Radiohead hanno trovato, precorrendo i tempi, un filo conduttore per creare un vero e proprio legame generazionale e ciò appare evidente ai loro concerti: teenager, adulti, non di rado genitori e figli che condividono le medesime emozioni, facendo proprio il senso di inquietudine contenuto, in particolare, in questo album.

La sensazione di aver le ali e spiccare via per trovare strade alternative non solcate da mezzi o prestabilite da “binari” ideali è la sensazione che la modernità ci porta ad avere, i Radiohead non “depressi ” ma eterei e diretti, hanno precorso i tempi suggerendo con immagini oniriche, i timori e le speranze di vent’anni di generazioni

In attesa del concerto benefico di Macerata e di un loro ritorno sui palchi italiani e internazionali, possiamo goderci questo album. Questo è un lavoro monumentale che mette in contatto vent’anni di generazioni accomunate da medesime paure, inquietudini e speranze, è un tributo dovuto alla band, una dedica diretta all’ex moglie di Yorke ed è “Dedicated to all human beings”.

 

 

 

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