Omar Mateen, l’attentatore di Orlando



Omar Mateen

Omar Mateen fu indagato due volte dall’FBI per terrorismo, chi lo conosceva diceva “fosse un violento”

Omar Mateen il 12 giugno è entrato in un famoso locale gay di Orlando, California e ha iniziato a sparare all’impazzata sui tanti ragazzi che si trovavano al “Pulse” per divertirsi. Il 28enne era un cittadino americano di origini afghane, che verrà per sempre ricordato come il mandante della peggiore sparatoria di massa nella storia degli Stati Uniti. Con un bilancio terrificante di 50 morti e più di 50 feriti.

Il giovane aveva un profilo simile al killer di San Bernardino, originario del Pakistan e ai fratelli autori dell’attentato alla maratona di Boston, le cui radici erano in Cecenia. In apparenza perfettamente integrato nella società americana.

Il confine tra gesto folle e omofobo e un’ ulteriore attentato marchiato Isis è labile.

In precedenza Omar Mateen fu indagato due volte per terrorismo, inoltre venne inserito in un elenco di simpatizzanti dell’Isis.

Risulta assurda la ragione del padre che afferma che il figlio non era un estremista islamico.

Le parole del padre: “Il movente religioso non c’entra nulla, ha visto due gay che si baciavano a Miami un paio di mesi fa ed era molto arrabbiato”, in seguito è stato scoperto che lo stesso padre di Omar è un sostenitore dei talebani afghani.

Nei giorni scorsi Mateen aveva acquistato legalmente una pistola e un fucile. Omar aveva due porti d’armi, una statale e una come guardia di sicurezza, ed entrambe sarebbero scadute nel settembre del 2017.

Il giovane è stato ucciso dalla polizia americana durante il blitz.

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