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Immagine di repertorio da pixabay

Nonostante l’allarmismo dei giorni passati, il razzo spaziale Long March 5B è precipitato in una zona del nord Ovest delle Isole Maldive. Dopo la collisione, la NASA lancia un duro attacco all’operato della Cina

Dopo diversi giorni in cui la notizia del rientro del Long March 5B, il razzo che la Cina ha fatto precipitare in modo del tutto incontrollato, ha destato non poca preoccupazione, nessuna zona è risultata in pericolo o a rischio dopo lo schianto. Per quanto riguardava l’Italia a dare l’allarme è stata la Protezione Civile, la quale ha parlato di una qualche remota possibilità che alcuni frammenti del satellite potessero cadere sul nostro territorio. Il rischio riguardava per lo più le zone del centro e del meridione, ma fortunatamente, l’Italia è rimasta indenne allo schianto.

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Infatti, i frammenti del lanciatore cinese Changzheng, sono caduti nell’Oceano Indiano, vicino alle isole Maldive, intorno le 5 del mattino (ora italiana). Ad annunciarlo è stata proprio l’agenzia spaziale cinese che ha confermato, tra le altre cose, che la maggior parte dei pezzi del razzo si era disintegrata durante il suo passaggio nei diversi strati dell’atmosfera. Sono state quindi rispettate le previsioni dell’agenzia europea Eusst, che già nei giorni scorsi aveva già avvertito che i resti del razzo sarebbero caduti negli oceani o in una qualche regione della Terra disabitata.

Il Long March 5B aveva il compito di portare nello spazio il primo modulo della stazione spaziale cinese Tiangog, che diventerà operativa nel 2022. Dopo la collisione, la NASA (l’agenzia governativa civile che si occupa della programmazione e della ricerca spaziale negli Stati Uniti d’America) ha rilasciato un duro comunicato in cui ha criticato l’operato della Cina. L’amministratore della NASA, il senatore Bill Nelson, ha rilasciato le seguente dichiarazioni in merito ai detriti dal razzo cinese Long March 5: “Le nazioni in viaggio nello spazio devono ridurre al minimo i rischi per le persone e le proprietà sulla Terra di rientri di oggetti spaziali e massimizzare la trasparenza riguardo a tali operazioni. Ed è chiaro che la Cina non riesce a soddisfare gli standard responsabili riguardo ai propri detriti spaziali. – Per poi aggiungere – È fondamentale che la Cina e tutte le nazioni che viaggiano nello spazio agiscano in modo responsabile e trasparente, e garantire la protezione, la stabilità, la sicurezza e la sostenibilità a lungo termine delle attività nello spazio.”

D’altro canto, la Cina ha ribadito più volte che che la caduta del razzo non avrebbe provocato nessun danno significativo, così come ha lanciato anche lei un’accusa alla stampa internazionale, accusandola di avere strumentalizzato la notizia in modo da poter criticare nuovamente il loro programma spaziale, per la quale sono stati spesi ingenti cifre di denaro.

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