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Restano le distanze tra i Paesi “frugali” e il fronte formato da Italia e Spagna. Ma per il Recovery Fund, Conte si rivela fiducioso di trovare un accordo

Un’altra nottata di trattative a Bruxelles sul Recovery Fund e il bilancio pluriennale della UE. Al terzo giorno di negoziati e al termine di una lunga giornata di bilaterali, riunioni ristrette e mini-summit, i 27 si sono seduti al tavolo della plenaria senza un accordo. Poche ore dopo il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, ha annunciato lo stop, riprendendo la riunione dopo ben tre ore. Giuseppe Conte è ancora fiducioso di trovare un accordo, sebbene ieri non ci siano stati progressi.

In questo momento ci stiamo avvicinando allo zoccolo duro delle rispettive posizioni e il confronto diventa più risolutivo. Spero domani si possa iniziare a valutare alcuni aggiornamenti delle poste, frutto dell’intensa negoziazione di questi giorni. Si stanno facendo passi avanti.” ha dichiarato il presidente del Consiglio.

Michel ha presentato ai leader una proposta che prevede che il Recovery Fund mantenga la cifra complessiva di 750 miliardi di €, aggiustando però la composizione dei finanziamenti tra prestiti e sovvenzioni. Dunque si avranno o 400 miliardi o 390 di sovvenzioni. Si ragiona su una cifra di compromesso di 375 miliardi di € di sovvenzioni, proposta al momento rifiutata. E proprio sulla questione dello Stato di diritto un’altra fonte europea ha fatto sapere che FinlandiaAustria e Paesi Bassi hanno provato a deviare il negoziato sulle condizionalità legate al rispetto dello stato di diritto per evitare di far avanzare la trattativa sul Recovery Fund. Impresa, però, andata a male.