Reddito di cittadinanza e Quota 100: come modificare le proprie promesse

Decretone

Reddito di cittadinanza e Quota 100 sono sulla rampa di lancio. La bozza del decreto per introdurli è pronta. Ma è diversa dalle misure originali

Finalmente, è tutto pronto. Lo show, dopo quasi un anno di preparazione, è in procinto di cominciare. Le due misure più care al Governo gialloverde, vale a dire il reddito di cittadinanza e la Quota 100, sono pronte per essere introdotte.

La bozza del decreto che li introdurrà è infatti pronta ed è al vaglio dei tecnici del Governo. L’obiettivo, naturalmente, è quello di conformare sempre di più i canoni della Manovra a quelli dettati dell’Europa, per non incorrere in infrazioni.

Ma come cambieranno le misure fondamentali del contratto di Governo che Lega e M5S hanno istituito all’inizio della loro legislatura? In maniera radicale. Tutto ciò che il Governo aveva promesso con il suo contratto, infatti, è stato di fatto azzerato e completamente resettato. Ciò che è venuto fuori dall’ufficialità di reddito di cittadinanza e Quota 100 è una cosa radicalmente diversa rispetto a quanto era stato previsto all’inizio.

Analizziamo meglio le misure nel dettaglio.

Reddito di cittadinanza

Bisognerà aspettare altri tre mesi per incominciare ad intravedere gli effetti del reddito di cittadinanza. Solo a partire da Aprile, infatti, chi è in condizione di povertà potrà chiedere la misura assistenziale firmando un patto per il lavoro che impone l’impegno alla formazione, alla ricerca attiva del lavoro e all’accettazione di offerte di lavoro congrue.

Ovviamente, però, questa misura si conferma una misura prettamente nazionalistica, in quanto si rivolgerà solamente ai residenti in Italia da almeno 10 anni, al momento dell’ufficializzazione della misura. Quindi, si concretizza la palese realtà che si nasconde dietro la facciata assistenzialista del reddito di cittadinanza: una discriminazione razziale nascosta.

Cos’è che determina effettivamente la non adeguatezza a ricevere le misure assistenziali? Perché se ne deve fare una questione, ancora una volta, per l’ennesima, razziale? Esistono anche persone, in Italia, provenienti da altri continenti che vorrebbero lavorare onestamente pagando tasse e contributi. Magari, però, queste ultime sono emigrate da poco dal proprio Paese d’appartenenza verso l’Italia, alla ricerca di una realtà che gli permetta di sopravvivere e di qualche soldo per cominciare.

Ecco, queste persone, la misura assistenzialista prevista dal Movimento, non la vedranno mai, nemmeno con il binocolo. Dunque si concretizza, ancora una volta, la visione effettiva già intravista precedentemente, da parte del Movimento. Democratici e accoglienti di facciata, ma in realtà si dimostrano protezionisti e con la stessa anima sudicia della Lega. Alla faccia dell’alleanza “di convenienza”.

In uno Stato sociale come quello italiano, una cosa simile non è ammissibile. L’art. 10 della Costituzione, infatti, recita: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Stiamo parlando di un diritto. Non di una negazione. L’ultimo baluardo (il vero) resta, dunque, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, vero e proprio garante della Costituzione.

Quota 100

La Quota 100, da misura ufficiale che doveva essere in origine, è diventata una mera misura sperimentale. Per il triennio 2019-2021, infatti, si potrà andare in pensione anticipata a 62 anni di età e 38 di contributi. Ma l’età sarà provvisoria. Infatti, il requisito relativo all’età anagrafica sarà successivamente adeguato rispetto alle aspettative della speranza di vita.

La prima finestra per i privati per andare in pensione è Aprile 2019, mentre la prima per i pubblici è Luglio 2019. E fin qui, la situazione sembra abbastanza invariata, rispetto a quello concesso e promesso dal programma elettorale della Lega. Il vero dilemma, però, restano le risorse concesse e quelle di cui potrà usufruire il Governo. E queste ultime, purtroppo, scarseggiano.

Dunque la possibilità è che la misura inclusa nella Manovra potrebbe non essere mai attuata effettivamente. Un’altra ipotesi circolata sarebbe quella della Quota 100 a tempo. In sostanza, la misura funzionerebbe fino al momento in cui sarebbero garantiti i fondi. Una volta finiti questi ultimi, la misura verrebbe cancellata.

Una cosa davvero assurda e inconcepibile, che dimostra ancora una volta la scarsa lungimiranza e la scarsa visuale sul futuro del Governo. Un Governo che si concentra sempre più sull’immediato (con scarsi risultati), ma che rischia di distruggere il futuro di tutti i giovani che ora stanno combattendo per riuscire a rianimare l’Italia.

Le promesse sono state, ancora una volta, modificate. Il Governo del Cambiamento cambia, ma in corsa. E cambia i propri principi iniziali. Si prospettano tempi durissimi.