Revenge porn: cosa rischia chi pubblica questo materiale?

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Ecco tutte le novità ed il testo della proposta di legge presentata alla Camera relativa al revenge porn

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Foto intime, scatti segreti, video spinti e intimità di ogni genere condivisi con le persone con cui si convive o si ha costruito una famiglia possono rappresentare una vera arma da sferrare per pura vendetta al momento più opportuno. Parliamo della nuova moda: la cosiddetta “revenge porn“. La “vendetta porno” nella maggior parte dei casi avviene quando una storia si è conclusa, quando arriva una separazione o perfino un divorzio.

Così ci si può imbattere nella sfortuna  di ritrovarsi protagonisti in rete di foto o video che ritraggono l’intimità di coppia con dignità e reputazione rovinate. Molte volte le conseguenze sono davvero inimmaginabili a causa di gesti fatti ingenuamente quando dell’altra persona ci si fidava, quando si stava ancora con l’ex compagno/a.

Ed è proprio per evitare queste imbarazzanti problematiche che potrebbe arrivare a breve anche in Italia il reato di “revenge porn”, che punisce chi pubblica foto e video hard su internet e in particolare sui social, con la reclusione fino a 3 anni, aumentata della metà se a commettere il fatto sono gli “ex”.

È quanto prevede la proposta di legge presentata alla Camera (prima firmataria la forzista Sandra Savino) e subito assegnata alla commissione giustizia, mirante all’introduzione nel codice penale del nuovo art. 612-ter c.p. “concernente il reato di diffusione di immagini e video sessualmente espliciti”.

Stante l’assenza di una normativa adeguata in materia (a differenza che in altri paesi europei ed oltreoceano), la proposta di legge mira a contrastare episodi che si perpetuano con frequenza irrefrenabile e che, oltre ad offendere la dignità della persona, possono comportare conseguenze irreversibili.

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