Riforma della scuola

Riforma della scuola, rivolta degli operatori della scuola. Classe docente, personale Ata e sindacati hanno indetto uno sciopero generale per il 5 maggio…

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Il governo si appresta a varare (in tempi brevissimi) la Riforma della Scuola, dal ministro Giannini definita “rivoluzionaria”. Vediamo in breve cos’ha di rivoluzionario:

Trasferimento di numerosi poteri al preside, che può scegliere i docenti e decidere anche i bonus per quelli migliori

– stabilizzazione di circa 100.000 precari (numero che però varia ogni giorno)

reclutamento dei docenti, a partire dal 2016, solo per concorso.

I sindacati, le associazioni, i docenti, il personale della scuola in generale non ci stanno a prendere dal cielo una Riforma della Scuola “blindata” che metterebbe in serio pericolo il funzionamento dell’apparato scolastico, minerebbe l’equilibrio attualmente vigente con il sistema delle graduatorie e consentirebbe al preside la libertà e la responsabilità di proporre incarichi di docenza della durata triennale (rinnovabili) per la copertura dei posti assegnati all’istituzione scolastica cui è preposto.

Riforma della scuola
Riforma della scuola

Ancora, gli sgravi fiscali a favore delle scuole paritarie e meno fondi alla scuola statale, che già non gode di ottima salute (si pensi agli ultimi crolli). Ma il premier si è dimostrato sordo nei confronti degli addetti ai lavori (quelli che la scuola la vivono ogni giorno); per questo motivo, quindi, l’unica soluzione è rimasta lo sciopero. E forse, scioperare il 5 maggio potrebbe già essere troppo tardi: il dato inequivocabile che il Governo abbia intenzione di blindare il testo è sotto gli occhi di tutti, soprattutto dopo l’abbinamento della riforma al Documento di economia e finanza.

E che la maggioranza parlamentare lo voglia approvare in fretta, lo si è capito con l’allestimento delle audizioni congiunte. È evidente che la Riforma della Scuola sarà approvata con pochissime modifiche, se non ci sarà una risposta forte del personale della scuola fin dai primi giorni della votazione degli emendamenti. Ecco perché risulta necessario cominciare la mobilitazione il 24 aprile, per proseguire nei giorni successivi, se necessario. Per non rischiare di scioperare il 5 maggio, con un testo ormai blindato dalla tempistica per l’assunzione dei precari bisognerebbe (secondo i sindacati) scioperare il 24 aprile protraendo fino al 5 maggio e oltre.

L’Unicobas, infatti, conferma lo sciopero del 24 aprile indetto insieme ad Anief e Usb. La discussione del ddl di riforma della scuola – ricorda la Federazione sindacale – comincerà infatti il 23 aprile, giorno di approvazione del Def. Pertanto, «la mobilitazione a ritirare o emendare il testo deve partire prima» e potrà «continuare il mese successivo, con una staffetta di scioperi, in maniera unitaria, se verrà approvata una piattaforma comune tesa a respingere in blocco il provvedimento».

Parlando del piano di assunzione previsto nel ddl varato dal governo, Furlan, segretario generale della Cisl,  ha sottolineato che «visto che tutto è passato in un disegno di legge, sarà davvero complicato fare le assunzioni entro settembre».

Infine, il 5 maggio sarà in piazza anche l’Unione degli Studenti, assieme a Link Coordinamento Universitario e Rete della Conoscenza. «La scelta dello sciopero – dichiara Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Uds – è inevitabile e giusta. Il 5 maggio si mobiliterà tutto il Paese e non soltanto il mondo della scuola. Il modello di scuola autoritario, succube dei privati, che legittima le disuguaglianze invece che abbatterle, rispecchia l’idea di Paese propria del Governo. Renzi ci troverà tutti uniti e costruiremo un grande coordinamento sulla scuola che tenga uniti soggetti sindacali, sociali, politici e liberi cittadini».

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