Riscatto agevolato della laurea 2026: costa 6.206,64 euro per ogni anno
In sintesi. Nel 2026 il riscatto agevolato della laurea all’INPS ha un costo fisso di 6.206,64 euro per ogni anno di università, a prescindere dallo stipendio. Una laurea triennale costa 18.619,92 euro, un ciclo unico di cinque anni 31.033,20 euro. L’importo deriva dal reddito minimo di riferimento di artigiani e commercianti (18.808 euro) con aliquota del 33%.
I punti chiave
- Il riscatto agevolato della laurea costa nel 2026 6.206,64 euro per ogni anno di università recuperato, indipendentemente dallo stipendio.
- Il costo agevolato si calcola applicando l’aliquota del 33% al reddito minimo di riferimento di artigiani e commercianti, pari a 18.808 euro nel 2026.
- Una laurea triennale di 3 anni costa 18.619,92 euro con il riscatto agevolato; una magistrale a ciclo unico di 5 anni costa 31.033,20 euro.
- L’INPS permette di pagare il riscatto agevolato in un’unica soluzione o in un massimo di 120 rate mensili senza interessi, cioè in dieci anni.
- Le domande di riscatto agevolato sono passate da circa 78.000 a circa 25.000 nel 2024, con un calo del 67%.
Nel 2026 il riscatto agevolato della laurea all’INPS costa 6.206,64 euro per ogni anno di università recuperato, indipendentemente dallo stipendio.
Il calcolo parte dal reddito minimo di riferimento di artigiani e commercianti, che nel 2026 è di 18.808 euro. Su questa cifra si applica un’aliquota del 33%.
Come funziona il riscatto della laurea e chi può chiederlo
Il riscatto della laurea trasforma gli anni passati all’università in contributi pensionistici, a fronte di una somma versata all’INPS. L’Istituto accredita il periodo riscattato nella posizione previdenziale di chi lo chiede.
Il vantaggio è doppio: aumenta l’anzianità contributiva e cresce il montante contributivo, cioè il capitale dei contributi accumulati che serve a calcolare l’assegno. La pensione però non aumenta automaticamente in modo significativo: il beneficio dipende dal sistema di calcolo applicato e dalla storia contributiva di ciascuno.
Possono chiedere il riscatto i lavoratori iscritti all’INPS e gli inoccupati che non hanno mai lavorato e non sono iscritti a nessuna forma di previdenza obbligatoria. Serve però aver conseguito il titolo. Sono riscattabili:
- diplomi universitari;
- lauree triennali, magistrali e specialistiche;
- lauree del vecchio ordinamento;
- dottorati di ricerca;
- alcuni diplomi accademici AFAM.
Anche i titoli esteri si possono riscattare, se riconosciuti ai fini previdenziali. Si recuperano solo gli anni della durata legale del corso, senza fuori corso né periodi già coperti da contribuzione obbligatoria. È possibile riscattare soltanto una parte degli anni.
Quanto costa il riscatto agevolato nel 2026 e come si paga
Esistono due formule. Il riscatto ordinario, previsto dal Dlgs 184/1997, dipende dalla retribuzione: per i periodi dopo il 31 dicembre 1995 si applica l’aliquota contributiva della gestione alla retribuzione imponibile degli ultimi 12 mesi prima della domanda.
Il riscatto agevolato, introdotto dal decreto legge 4/2019, ha invece un costo fisso per ogni anno. Nel 2026 i costi sono questi:
| Periodo da riscattare | Anni | Costo agevolato 2026 |
|---|---|---|
| Un anno di università | 1 | 6.206,64 euro |
| Laurea triennale | 3 | 18.619,92 euro |
| Laurea magistrale a ciclo unico | 5 | 31.033,20 euro |
Il riscatto agevolato vale solo per i periodi nel sistema contributivo. Può riguardare anche anni precedenti al 1996, ma solo se si sceglie di calcolare tutta la pensione con il sistema contributivo. Questa scelta potrebbe ridurre l’importo della pensione futura.
La domanda si presenta online sul portale dell’INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un patronato. L’INPS comunica l’importo, che si paga in un’unica soluzione o in un massimo di 120 rate mensili senza interessi, cioè in dieci anni.
Le domande sono calate del 67% e non c’è una risposta unica su quando conviene
Secondo i dati richiamati in un’interrogazione parlamentare del maggio 2026, le domande di riscatto agevolato sono passate da un picco iniziale di circa 78.000 a circa 25.000 nel 2024. Il calo è del 67%. Si tratta di istanze presentate, non di riscatti necessariamente conclusi.
Tra i possibili fattori della flessione c’è l’aumento progressivo dei costi, legato all’aggiornamento del minimale contributivo usato per il calcolo.
Se il riscatto convenga dipende dal rapporto tra la spesa e il beneficio sulla pensione futura, e la risposta cambia da caso a caso. La formula ordinaria può costare di più ma dare un incremento maggiore del montante contributivo. Quella agevolata contiene la spesa, con un beneficio pensionistico generalmente più contenuto.
Per confrontare le diverse possibilità sulla propria situazione previdenziale, l’INPS mette a disposizione un simulatore gratuito.
Domande frequenti
Quanto costa il riscatto agevolato della laurea nel 2026?
Nel 2026 il riscatto agevolato della laurea costa 6.206,64 euro per ogni anno di università, indipendentemente dallo stipendio. Una laurea triennale costa quindi 18.619,92 euro e una magistrale a ciclo unico di cinque anni 31.033,20 euro.
Chi può chiedere il riscatto della laurea all’INPS?
Possono chiederlo i lavoratori iscritti all’INPS e gli inoccupati che non hanno mai lavorato e non sono iscritti a nessuna forma di previdenza obbligatoria. Serve aver conseguito il titolo, che può essere anche estero, se riconosciuto ai fini previdenziali.
Come si paga il riscatto agevolato della laurea?
La domanda si presenta online sul portale dell’INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un patronato. L’INPS comunica l’importo, che si paga in un’unica soluzione o in un massimo di 120 rate mensili senza interessi.
Quali anni di università si possono riscattare?
Si recuperano solo gli anni della durata legale del corso, senza fuori corso né periodi già coperti da contribuzione obbligatoria. È possibile riscattare soltanto una parte degli anni.
Riscattare la laurea conviene?
Dipende dal rapporto tra la spesa e il beneficio sulla pensione futura, e la risposta cambia da caso a caso. La formula agevolata contiene la spesa, con un beneficio pensionistico generalmente più contenuto, mentre quella ordinaria può costare di più ma dare un incremento maggiore del montante contributivo.
Immagine di repertorio
Fonte: Geopop

Lascia un commento