Braga-Roma
Foto: YT Serie A

La Roma di Paulo Fonseca non muore mai a San Siro contro il Milan, rimontando per ben tre volte. Dzeko si dimostra ancora una volta un leader

La Roma esce indenne da San Siro, nonostante episodi e disastri di Giacomelli. I giallorossi chiudono sul 3-3 contro il Milan, la squadra capolista del campionato ed in assoluto la più in forma del momento.

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Un punto che dà fiducia alla squadra di Fonseca, il quale allunga la striscia di risultati utili in campionato a 13 (9 vittorie e 4 pareggi, non incluso lo 0-3 contro il Verona) e permette alla Roma non perdere il contatto con la vetta, distante appena 4 punti.

Eppure non era iniziata bene dal punto di vista dell’approccio, visto che dopo due minuti Ibra aveva già sbloccato la partita grazie ad una disattenzione di Kumbulla. La Roma però non si è mai persa d’animo, rialzando la testa ed attaccando fino a trovare il pareggio con Dzeko, grazie al gentile omaggio di Tatarusanu. Il copione si è ripetuto anche ad inizio ripresa quando Leao – imprendibile fin quando è rimasto in campo – ha bruciato la fascia destra mettendo in porta Saelemakers per il 2-1.

I giallorossi hanno dimostrato carattere e non si sono demoralizzati nemmeno quando Giacomelli ha inventato il rigore con cui Zlatan Ibrahimovic ha regalato il 3-2 al Milan quando mancava meno di un quarto d’ora. Poi l’asse tra lo svedese e Kumbulla del primo tempo si è ripetuto al contrario nella stessa area di rigore ma questa volta il ruolo del bomber lo ha recitato l’albanese, siglando il 2 gol in 4 giorni dopo quello di Berna ed il 3-3 definitivo.

In sostanza, una grande prova di carattere della Roma di Fonseca: mai doma al cospetto del Milan.

Le dolenti note (nonostante tutto)

Forse uno dei pochi aspetti negativi della prova dei ragazzi di Fonseca è stato l’approccio al match, dove la Roma ha preso i primi due gol praticamente allo stesso minuto dei due tempi, ovvero al 2′. Poi sui singoli c’è da annotare la prova scarica di Mkhitaryan e Spinazzola, oltre alle difficoltà di Karsdorp nel contenere Leao (ma annullando praticamente Theo Hernandez).

Al tecnico portoghese è mancato un potenziale ricambio in attacco nel finale: l‘armeno era in giornata ‘no’ mentre Pedro – che ha percorso chilometri su e giù per il campo – ha dato cenni di stanchezza sul finale di gara quando si poteva sfruttare qualche contropiede in più. Prima del match, Fonseca ha perso Carles Perez per una tonsillite e non ha potuto inserire Borja Mayoral viste le ottime condizioni di Dzeko.

Nonostante tutto, la Roma porta a casa un punto che fa morale e dimostra il carattere della squadra anche in situazioni di svantaggio.

Dzeko sempre più nella storia e leader

Il personaggio del 3-3 giallorosso a San Siro contro il Milan è sicuramente Edin Dzeko. Dopo un’estate tormentata con il passaggio alla Juventus sfumato, molti dubbi attanagliavano il centravanti di Saravejo.

In questo avvio di campionato non ha giocato a Verona, non è andato benissimo contro Juventus e Udinese quasi a dare segnali di assenza dal campo. Ma dopo la sosta è arrivata la reazione: prima la doppietta contro il Benevento, poi la prova di sostanza contro il Milan dove ha messo a segno il gol dell’1-1 ed ha guidato la squadra nel momento del bisogno.

La sua rete, la numero 109 in maglia giallorossa, gli permette di arrivare a -2 da Amedeo Amedei ed avvicinarsi al podio dei cannonieri all-time della Roma. In più una prova di sostanza, da vero capitano: più che un centravanti si dimostra ancora una volta un “10” mascherato, diventando alcune volte il regista offensivo della squadra, ispirando le manovre e recuperando molti palloni (ben 10) durante la partita.

Poi ci sono anche i dettagli a fare la differenza: il primo è l’esultanza sul gol del 3-3 di Kumbulla, con un gesto di vero e proprio di sfogo liberatorio quasi a sostituirsi al tifoso giallorosso assente in quel di “San Siro”. E poi – dopo il triplice fischio – l’abbraccio singolo ai compagni di squadra, in particolar modo a Karsdorp, colui che ha sofferto maggiormente Leao fin quando è rimasto in compagno.

Dzeko, da vero leader e capitano, ha voluto complimentarsi anche con lui perché in un pareggio come quello ottenuto ieri il merito è di tutti. Trascinatore.

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