Roussos addio: è morto ieri il bassista degli Aphrodite’s Child



Roussos

Ci ha lasciati ieri Demis Roussos, cantante tra i più fortunati dell’ultimo ventennio, già bassista degli Aphrodite’s Child e famoso per le hit di fama mondiale

Demis Roussos – all’anagrafe Artemios Ventouris Demis Roussos – era originario Alessandria d’Egitto (classe 1946), e con il suo timbro inconfondibile aveva fuso la tradizione del canto ellenico con il pop commerciale, attraversando i generi musicali più disparati. Famoso per il rock progressive – con gli Aphrodite’s Child pubblicò il doppio album 666 (1972) – quanto per la disco music, il cantante e bassista greco si è spento ieri all’età di 69 anni.

La notizia, che circolava già da alcune ore ed era stata inizialmente smentita, è stata confermata dalla figlia EmilyLe Figaro. La scomparsa è stata ufficializzata oggi su Twitter da Nikos Aliagas, amico dell’artista.

In Grecia, le prime esperienze musicali lo videro sempre agile cantante in gruppi come The Idols e We Five, ma da bassista – con gli Aphrodite’s Child – conobbe la notorietà, prima di dedicarsi all’esperimento da solista. Il famoso gruppo, i cui membri erano Vangelis Papathanassiou (tastiere), Lucas Sideras (batteria) e Silver Koulouris (chitarra), produsse molte tra le più note hit internazionali.

Roussos
La band di Roussos, gli Aphrodite’s Child

Solo per citarne alcune, Rain And Tears, Spring, Summer, Winter And Fall, I Want To Live e altre ancora. L’esperienza con gli Aphrodite’s Child durò ben cinque anni (1968-1972), fruttando 4 album e svariati singoli di successo fino alla rottura definitiva. Roussos si trovò in contrasto con il tastierista Vangelis Papathanassiou, che in seguito avrebbe regalato al mondo colonne del calibro di Momenti di gloria, Blade Runner, e Alexander.

Dopo un tragico dirottamento aereo – Roussos viaggiava sul volo TWA 847 Atene-Roma, sequestrato da un commando di terroristi legati a Hezbollah (14 giugno 1985) – si dedico alla grande svolta della sua carriera approdando a Time, l’album lanciato col singolo Dance of Love.

Negli anni Novanta pubblicò Immortal, Serenade e In Holland, e nel 2002, dopo il tour nel Regno Unito, duettò con Ivana Spagna per Tears of Love, pubblicato nell’album Woman.

Legatissimo all’Italia, nel 2008 fu tra gli ospiti più applauditi della trasmissione RAI I migliori anni (proprio dall’Italia prese le mosse la sua carriera di solista), cantando Forever and ever. Ma gli artisti del suo calibro non possono scomparire: con le sue note ha tracciato solchi indimenticabili nella storia della musica.

Leggi anche