2 Novembre 2015 - 17:00

Samuel Romano annuncia il suo progetto da solista

“Ho la necessità di fare un disco da solo. Confrontarmi con i miei limiti, le mie paure, con la complicatezza dei miei pensieri”, così Samuel Romano, finalmente guarito dai problemi alla tiroide, ha annunciato il suo album da solista

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Samuel Umberto Romano, storico leader dei Subsonica, tramite il suo profilo facebook ha lasciato un lungo messaggio ai suoi fan, ripercorrendo la sua carriera a cuore aperto.

Partendo dagli ultimi problemi di salute alla tiroide, che spesso hanno rischiato di compromettere le date del tour “Una nave in una foresta”, ha poi espresso il suo desiderio di rimettersi in gioco, da solo e con un nuovo progetto discografico.

Questo il messaggio postato su facebook:

Buongiorno!
Oggi festeggiamo la mia guarigione.
Gli ultimi controlli fatti ieri, mi danno come guarito.
Un pensiero va quindi a tutti quelli che si sono preoccupati per me in questi mesi. Mi avete fatto sentire parte di una famiglia allargata, con almeno un milione di mamme e qualche centinaia di papà in ansia. Siamo riusciti a non far saltare nessuna data, anche se una o due volte ci siamo andati vicini vicini, ora lo posso dire, ero veramente a pezzi, ma sentire il vostro abbraccio mi ha dato una forza incredibile.

Ringrazio i miei soci che si sono sucati i miei sbalzi d’umore, la tiroide infiammata, infiamma anche l’animo, ringrazio la nostra centrale operativa capitanata da Silvia, Mirco e tutti i nostri tecnici che con amorevole dedizione mi hanno coccolato e dato la possibilità di continuare a cantare. Ringrazio la mia unità di crisi ospedaliera delle Molinette, Diego, Max, Silvia e tutti i dottori, infermieri che ogni settimana mi vedevano gironzolare per i corridoi con flebo e analisi fino a qualche minuto prima di partire per i concerti. Fanno un lsamuelavoro da eroi e ho avuto l’onore di vederli lavorare da vicino. Avevo le braccia ridotte ad un colabrodo e il fastidio di pensare che non avrei potuto dare il massimo in questa tournée ed invece abbiamo fatto molto di più del massimo. Auto infliggersi un male del genere è comunque una scelta emotiva molto forte, espressione di un malessere interiore inspiegabile fino a quando non ti ci trovi dentro ed inizi a pensare che qualcosa non va, anche se tutto sembra perfetto. La mia vita fin qui è stata meravigliosa, ho fatto esattamente quello che volevo, con le persone che ho scelto, ottenendo risultati incredibili.

Ma nella mia natura purtroppo non esiste la parola fermarsi, non riesco ad essere immobile per più di un giorno senza venire azzannato dai sensi di colpa, dalla paura che tutto svanisca, svegliarmi e capire che era tutto un sogno. I Subsonica sono stati la mia famiglia, la mia scuola, la mia sicurezza, il mio lavoro, il rifugio dei miei affetti, il mio divertimento, la mia casa, il mio vanto. Poi sono arrivati i Motel e tra qualche incomprensione e fraintendimento iniziale sono riuscito a vivere un’ulteriore evoluzione del mio mondo creativo. Queste esperienze sono state fondamentali per la mia crescita mi hanno aiutato a dare profondità alle cose che canto, alle cose che dico. E poi ci siete voi, che vi fate permeare da quello che scriviamo, e le cose che scriviamo passate attraverso voi, vi assicuro, ritornano più chiare, più potenti, più belle. Ho sempre pensato che siete il pubblico più fico che un gruppo potesse sognare di avere e continuerò a pensarlo sempre.

Questo per dirvi che non ho assolutamente intenzione di lasciare che queste due esperienze si perdano ed abbandonare i miei amici, come qualche voce sussurrava questa estate. Ma ho la necessità di fare un disco da solo. Confrontarmi con i miei limiti, le mie paure, con la complicatezza dei miei pensieri. Voglio concedermi un nuovo regalo e provare ad evolvermi ancora una volta. Quando passi venti anni a rendere la tua voce un suono parte di un alchimia di suoni è inevitabile la sottrazione, il togliere diventa indispensabile per far funzionare le cose.  Voglio per una volta non dover togliere niente a quella parte di me che mi ha regalato una vita meravigliosa e poi tornare serenamente a fare quello che facevo prima coi miei compagni.

Dopo aver chiesto il permesso ai miei soci lo chiedo a voi, ma anche se non me lo date, lo farò lo stesso. Mia mamma racconta che quando ero piccolo dicevo sempre di si, ma poi alla fine facevo quello che volevo io, sempre. Ci si vede nei club!

Samuel Umberto Romano

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