18 Luglio 2018 - 15:49

Saviano-Salvini, la querelle continua e si alimenta

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Ancora un episodio del botta e risposta tra Saviano e Salvini, con un tweet del leghista che scatena la risposta del giornalista

Matteo Salvini e Roberto Saviano si sono attaccati reciprocamente già diverse volte, con il giornalista che attacca non solo le politiche sui migranti del Ministro, ma che punta lo sguardo su presunte frequentazioni di Salvini con esponenti della malavita. Di fronte a ciò, Salvini nei mesi scorsi aveva persino annunciato di voler valutare se togliere la scorta a Saviano, suscitando dibattito e forti reazioni.

Dopo i recenti casi di migranti morti in mare, Saviano aveva infatti dichiarato: “Ministro della Mala Vita, quanto piacere le dà veder morire bimbi innocenti in mare? Ministro della Mala Vita, l’odio che ha seminato la travolgerà“. Un tweet certo duro, che ha suscito la reazione del leader leghista, che su Fb e Twitter scrive: “Cosa rispondergli? Merita al massimo una carezza e una querela.

La vicenda, però, continua: non è la prima volta che Salvini minaccia di querela Saviano, che infatti risponde: “Delle tante querele annunciate (con questa sarebbero quante: quattro? Cinque? S’è perso il conto) ad oggi non ne è arrivata nessuna… come sempre, solo chiacchiere. Come del resto tutto il suo teatro, teatro dell’orrore. Nulla di ciò che ha promesso è possibile realizzare, tanto meno il blocco delle partenze dalla Libia“.

Ma non è tutto, perché la dichiarazione di Salvini è l’occasione, per Saviano, di tornare sulla minaccia della revoca della scorta: “cos’è questa carezza – perché usa questo eloquio mellifluo, a voler pensar male direi quasi mafioso? Cos’è, signor Ministro della Mala Vita, l’equivalente di un “bacio in bocca”? Era forse per questo che avrebbe voluto mi fosse tolta la scorta? A leggere i commenti dei suoi sostenitori è evidente che avrebbero piacere a sapermi muto per sempre, ma immagino che lei non se ne sia accorto“.

Saviano, dunque, conclude: “Si metta l’anima in pace, signor Ministro della Mala Vita, fin quando avrò energia in corpo, fiato in gola e lettere sotto le mie dita, non smetterò mai di contrastare le sue dichiarazioni vili e bugiarde, le sue politiche criminali che si mantengono su un continuo, perenne e spossante incitamento all’odio. Le posso assicurare, Ministro della Mala Vita, che siamo tanti, e non le consentiremo di smantellare lo Stato di Diritto: dovrà passare sui nostri corpi”.