old trafford
Foto: ZON Copyright

Il Milan torna di scena questa sera all’Old Trafford: sono tanti i ricordi che legano il vecchio cuore rossonero allo storico impianto dei Red Devils

Per un tifoso milanista, parlare di Manchester è un po’ come affidarsi a un vecchio amico che non vedi da un po’, ma che sai che ti strapperà sempre un sorriso. Questa sera il Milan torna di scena all’Old Trafford per l’andata degli ottavi di finale di Europa League, ma sono le notti di Champions che rievocano le imprese più dolci.

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Tralasciando la finale del 2003, sommo trionfo rossonero nella sfida tutta con la Vecchia Signora, c’è un’altra partita che anche a 14 anni di distanza riesce a infiammare i cuori milanisti.

All’Old Trafford i Red Devils padroni di casa si giocano l’accesso alla finalissima di Atene contro il Milan di Carlo Ancelotti: due formazioni stellari che si scontrano al Teatro dei Sogni.

Da un lato un 4-3-3 impostato da Ferguson per far risaltare la dinamicità offensiva di Cristiano Ronaldo e Ryan Giggs, e le geometrie dell’eterno Paul Scholes.

Dall’altro la classe del 4-3-1-2 (che all’occorrenza si trasforma in albero di natale), con un concentrato di eleganza e letalità da far impallidire le squadre più forti al mondo: faro e gioiello di quella formazione era Ricardo Kakà, il Bambino d’Oro.

“Sotto la pioggia di Manchester”: sarà proprio il futuro pallone d’oro a dare un senso a quell’affermazione tante volte ripetuta ad occhi sgranati e mandibola crollata dai tifosi rossoneri.

E anche se quella partita alla fine fu portata a casa da Sir Alex, il sapore di Champions League di quella sera rimarrà per sempre nell’immaginario collettivo.

Tanto più che la super rimonta di San Siro diede poi la possibilità al Diavolo di vendicare l’affronto compiuto dal Liverpool solo due anni prima: perchè ricordate, dopo Istanbul c’è sempre Atene.

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