dpcm natale

Da domani scatta l’arancione in tutta Italia, dall’11 la nuova divisione per regione e attesa per il nuovo DPCM del 16 Gennaio

Anno nuovo, nuovo DPCM. Nuove polemiche, Conte vs Renzi, Trump che infuria sui social e suoi discepoli che scrivono la pagina più brutta della storia americana. Insomma questo 2021 è iniziato da solo pochi giorni ma già è degno di essere ricordato. Messa da parte le feste natalizie più strane della nostra vita è il momento di tornare alla realtà, è la realtà si tinge di nuovi colori quelli delineati dal governo per determinare le zone più pericolose per il contagio da coronavirus.

Si ritorna ad essere gialli, arancioni o rossi o, clamorosa novità di quest’anno, gialli rafforzati che ancora nessuno ha saputo ben chiarire. Un po’ come quando a scuola la professoressa ti metteva 6 meno meno meno e non riuscivi a capire cosa quei tre meno differenziassero te da un 5 e mezzo preso da un amico. L’importante era vedere il 6, oggi l’importante è che siamo gialli. Ma poco importa, ci sono tante di quelle regole, di quei DPCM che gli italiani non sanno come comportarsi e nel dubbio trovano sempre un modo per eludere le regole.

Oggi siamo gialli rafforzarti, domani e domenica si ritorna arancioni per poi rivedere l’Italia divisa per Regioni. Il 16 Gennaio invece sarà varato un nuovo e, si spera, duraturo DPCM.

Le misure

l governo intanto lavora al nuovo Dpcm, che sarà firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e conterrà molte delle restrizioni ora in vigore. Entrerà in vigore il 16 gennaio e dovrebbe scadere a fine mese a meno che il governo non decida (come è pressoché scontato) di prolungare lo stato di emergenza, in quel caso anche la vita del decreto del presidente del Consiglio potrà essere allungata. Speranza si batterà per prorogare anche il decreto legge che vieta gli spostamenti tra le regioni e per far scattare nei weekend le misure delle zone arancioni anche per i territori che si trovano in fascia gialla: bar e ristoranti chiusi e limitazione agli spostamenti.

Il calcolo per stabilire le fasce viene effettuato incrociando le nuove soglie di rischio con la tenuta delle strutture sanitarie. I parametri prevedono che con Rt all’1 e rischio moderato si va in arancione, con Rt a 1,25 si va in rosso. Ieri tutte le regioni avevano un rischio moderato e dunque sarà l’indice di contagio a fare la differenza. Erano a 1,05 l’Emilia Romagna, a 1.07 il Veneto, oltre 1 la Calabria e certamente la Lombardia. Vuol dire fascia arancione con negozi aperti, mentre bar e ristoranti sono chiusi ed è vietato uscire dal proprio comune. Lombardia, Veneto e Calabria rischiano di passare direttamente in fascia rossa, il che vorrebbe dire vietato uscire di casa se non per «comprovate esigenze» e per andare nei negozi che rimangono aperti. Lazio e Liguria sono tra giallo e arancione. Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Molise e Campania dovrebbero rimanere in giallo.

Ma i contagi continuano a salire, le sale di rianimazione non si svuotano e ogni giorno un solo colore sembra segnare la nostra vita: il grigio della tristezza, il grigio di una vita che tarda a tornare alla normalità.