24 Agosto 2022 - 09:44

Smartworking: cosa cambia dal 1 Settembre

Dal 1 Settembre, chi intende adottare una modalità di lavoro mista - equiparando le ore in presenza a quelle in smartworking - dovrà firare un accordo individuale col datore di lavoro

Smartworking

Facendo seguito al Decreto Semplificazioni pubblicato recentemente in Gazzetta Ufficiale, un decreto ministeriale del Ministro del Lavoro Andrea Orlando mette a regime lo smartworking, modalità di lavoro agile, da remoto, utilizzato nel contesto emergenziale della pandemia da Covid-19.

In particolare, dal prossimo 1 Settembre, il lavoratore che voglia adottare una modalità di lavoro mista, tra smartworking e in presenza, dovrà firmare un accordo individuale con il datore di lavoro, il quale poi dovrà comunicare al Ministero del Lavoro, ed esclusivamente per via telematica, la lista dei lavoratori che hanno firmato l’accordo sul lavoro agile, accordo che dovrà contenere anche le date di inizio e cessazione del regime di smartworking.

Coloro che, invece, non avranno firmato l’accordo lavoreranno esclusivamente in presenza. Questa la regola generale che vale per tutti i lavoratori, non esistono specifiche particolari per i lavoratori fragili o per quelli che hanno a carico figli minori di 14 anni.

La nuova regola sul lavoro agile in vigore dal prossimo 1 Settembre rappresenta, a ben guardare, una modifica sostanziale dell’articolo 23 della legge 22 Maggio 2017: se prima il datore di lavoro era tenuto a comunicare al Ministero le specifiche di tutti gli accordi individuali stipulati con ognuno dei lavoratori, da Settembre dovrà solo far pervenire la lista di quelli che hanno “aderito” alla modalità di lavoro mista. La specifica richiesta di “sburocratizzare” il lavoro agile, la nuova regola sullo smartworking va proprio in questa direzione, era venuta al Governo dalle parti sociali a margine della ratifica del Protocollo Nazionale sul lavoro in modalità agile per il settore privato lo scorso 7 Dicembre 2021.