Social Media Strategist, intervista a Morena Pompignoli

Il mestiere del Social Media Strategist rientra tra le nuovissime professioni legate alla comunicazione, tuttavia non a tutti è chiaro di cosa si occupi un professionista del genere

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Noi di Zon.it abbiamo raggiunto al telefono Morena Pompignoli, Social Media Strategist e Community Manager, molto attiva nel mondo del Social Media Strategy che da anni orbita con successo nel settore della comunicazione via web.

A.E: Il mestiere del Social Media Strategist è uno dei prodotti più interessanti del web 2.0. Tuttavia c’è molta disinformazione sull’argomento e molti riducono questa figura ad un addetto ai Social. Spiegaci di cosa ti occupi e in generale raccontaci quello che praticamente fa un Social Media Strategist.

Morena Pompignoli: «La figura del Social Media Strategist è nata da poco in Italia, a differenza degli Stati Uniti dove invece è ben radicata. Il SMS è colui che ha una grande passione per la comunicazione ed il web e decide di coniugarle per curare l’immagine di società o personaggi pubblici. Con aggiornamenti e formazione continua, ha la capacità di gestire un team e con un buon approccio creativo si  assume la guida di campagne. Noi lavoriamo cercando di fare arrivare l’attività di una società o il mestiere di un personaggio, nello specifico, se questo è un artista, informiamo gli utenti del web circa eventi, spettacoli e tanto altro che lo riguarda».

Social Media StrategistA.E: C’è chi ritiene il Community Manager un banco di prova per poi diventare Social Media Strategist. Che ne pensi al riguardo, è stato così per te?

Morena Pompignoli: «Nel mio caso non è stato così. Quando  sono nata io come figura professionale in questo ambito, in Italia non esisteva niente di tutto questo, c’erano tante informazioni che giravano, ma non erano mirate per canali. C’erano Forum, ancor prima i Guestbooks e c’erano i Blog. Io ho iniziato con la gestione dei Guestbooks, il cosiddetto libro degli ospiti, un’utilità interattiva che permette ai visitatori di un sito web di poter lasciare firme e commenti».

A.E: Hai lavorato per Musical.it e hai intervistato grandi nomi del calibro di Raffaele Paganini e Luca Ward. Quindi il teatro ha rappresentato per te una formazione, come sei diventata Social Media Strategist?

Morena Pompignoli: « L’esperienza di intervistatrice è stata molto divertente e mi ha permesso di conoscere meglio questo strumento di comunicazione e il lavoro del giornalista. Figure professionali con cui, spesso e volentieri, ho rapporti di lavoro, poiché faccio circuitare sul web i loro articoli».

A.E: Ne è valsa la pena! Ti ha permesso di arrivare dove sei ora, giusto?

Morena Pompignoli: «La collaborazione con Musica.it è durata un anno circa, durante il quale ho incontrato tanti artisti, ciascuno di loro mi ha regalato qualcosa che mi ha permesso di formare il mio bagaglio personale».

A.E: Quella della relazione con l’altro è un aspetto molto importante nel tuo attuale lavoro.

Morena Pompignoli: «Si. Relazionarsi con le persone è un problema della società attuale che si riscontra anche sul web. Diverse sono le tipologie caratteriali di utenti che navigano in rete: si passa dall’educazione all’aggressività verbale fino ad arrivare al cyberbullismo».

Social Media Strategist, intervista a Morena PompignoliA.E: A proposito di aggressività in rete, spesso gli utenti criticano i personaggi famosi e molti di questi decidono di intervenire personalmente. È un atteggiamento giusto? Cosa suggerisci.

Morena Pompignoli: «Si può intervenire personalmente per mantenere il rapporto con i propri utenti/fans oppure può intervenire il team addetto alla comunicazione. Nell’intervento, in entrambi i casi, sarebbe meglio comparisse la firma».

A.E: Prendendo spunto da questa criticità, quali sono le principali difficoltà e responsabilità che derivano da un mestiere del genere?

Morena Pompignoli: «Per evitare qualche problema basta seguire semplici regole. Riuscire a creare un clima tranquillo tra gli utenti e smorzare eventuali discussioni sul nascere. Quando si condivide una informazione è dovere citare la fonte e il giornalista che ha creato l’articolo. Se l’autore dell’articolo ha un profilo Instagram/Twitter aggiungere il collegamento e non dimenticare di  usare gli hashtag, per dare maggiore visibilità. Inoltre, se il fruitore del servizio lavora all’estero l’informazione va scritta in tante lingue, tante quanti sono i paesi in cui opera».

 A.E: Cosa ne pensi del funzionamento dell’attuale sistema di comunicazione italiano?

Morena Pompignoli: «Il sistema di comunicazione italiano ha dei lati positivi e si sta sviluppando cercando di migliorarsi, guardando al mondo della web communication. Nel caso del Social Media Strategist, molti usano improvvisarsi e non ricorrendo alle giuste strategie di marketing, rischiano di lanciare la notizia in maniera grossolana. Sono infatti due i livelli di circuitazione di una notizia: se si utilizzano hashtag e collegamenti a Twitter il livello è medio-alto, se invece non si usa nulla di tutto questo, è un livello medio-basso e di conseguenza avrà minore risonanza nel mondo del web e circolerà meno».

A.E: L’utilizzo di hashtag e collegamenti Twitter, è probabilmente l’ABC di tale professione, com’è possibile che sedicenti SMS non considerino nemmeno l’idea di ricorrere a queste tecniche? 

Morena Pompignoli: «È per questo che prima accennavo al problema dell’improvvisazione, per fare questo lavoro, non basta nutrire una forte passione per i Social, bisogna saperli utilizzare strategicamente. Ad esempio, quando si riporta la notizia pubblicata da una testata nazionale è bene citare fonte e riconoscere i crediti, soprattutto quelli relativi a materiale fotografico perché tutelato da copyright, per cui, per nessuno motivo si deve andare a modificare l’immagine originale, si corre il rischio di cadere in denunce. In generale non bisogna mai dimenticare di tutelare e rafforzare l’immagine del cliente sul web quindi, ogni singola azione, deve essere orientata a ciò».

A.E: La selezione della notizia, prima accennavi a tecniche di marketing, può essere intesa come leva strategica?

Morena Pompignoli: «Certo, assolutamente. Scegliere la notizia giusta vuol dire aumentare l’indice di popolarità della società o della persona fisica che si sta curando in quel determinato momento. Similmente all’allestimento della vetrina di un negozio che deve essere costruita secondo criteri visivi e attrattivi, anche il profilo o la pagina social deve mettere in primo piano informazioni piuttosto che altre e creare intorno una cornice in grado di generare un ritorno dell’utente. L’arte del SMS è anche quella di saper mostrare il prodotto e a livello più ampio quello di invogliare all’acquisto o nel caso della politica, portare l’utente alle urne, mostrando nel dettaglio i programmi del candidato per cui si lavora».

Social Media StrategistA.E: Il Social Media Strategist è un lavoro gettonatissimo dai più giovani, perché l’elemento Social rappresenta una fonte di forte attrattiva.

Morena Pompignoli: «Si. È un mestiere che affascina molto i giovani ma, come in tutte le professioni ci vuole impegno e costante aggiornamento. Ripeto, Non ci si può improvvisare ».

A.E: Ci dicevi che un SMS cura anche campagne politiche. Nel caso della politica, partendo dalla situazione sociale di sfondo, si deve andare poi a sensibilizzare l’utente finale e quindi spingerlo al voto?

Morena Pompignoli: «Esatto, bisogna innescare quel senso di fiducia nell’elettore e convincerlo che il programma presentato da quel candidato piuttosto che da un altro può realmente andare a risolvere quel tipo di problema al quale da tempo sta trovando risoluzione».

A.E: A proposito di fiducia, è possibile che nel tempo il SMS riesca a crearsi un proprio bacino di utenza e che quindi riesca a fidelizzare il cliente finale che finisce per tornare  a sceglierlo?

Morena Pompignoli: «Si e me ne accorgo alla fine del mese quando vedo le statistiche che mi svelano quanti nuovi utenti sono passati per i miei profili e quanti invece hanno effettuato un ritorno. Per esempio, con Twitter viaggio sulle 90.000 visualizzazioni».

A.E: Questa è una cifra base o è un numero importante che va oltre le righe?

Morena Pompignoli: «Diciamo che per me è un risultato notevole, una cifra di tutto rispetto».

A.E: Tra l’altro questo dato da te appena fornito va un po’ a sfatare quel vecchio mito secondo cui Twitter ha un minor impatto mediatico, rispetto a Facebook

Morena Pompignoli: «Ogni piattaforma di un Social network ha una grande potenza se utilizzata bene».

A.E: Quale consiglio dai ai giovani che vogliono intraprendere questa professione?

Morena Pompignoli: «Chi vuole intraprendere questo lavoro può orientarsi su corsi universitari di comunicazione e master all’estero. Inoltre può osservare come vengono gestite le informazioni e i profili Social all’estero».

A.E: C’è qualcuno a cui senti di dover dire grazie?

Morena Pompignoli: «Volevo ringraziare Cami Aliendro e Anita Ve che per me hanno creato la pagina Facebook “Gracias Morena Pompignoli” come segno di riconoscimento per tutte le notizie da me postate, riguardanti il gruppo pop-lirico Il Volo. Sono state veramente gentili con me. Inoltre ringrazio il direttore Aldo Vitali di “TV Sorrisi  E Canzoni, per il complimento pubblico in occasione della vittoria de Il Volo a Sanremo, e Antonio Mustara per l’ottima collaborazione».

Personalità come quella di Morena Pompignoli sono buoni esempi di come affrontare con professionalità ed impegno l’universo frenetico del network, facendone un lavoro volto alla valorizzazione della comunicazione come preziosa risorsa per il futuro delle attualissime generazioni web sharing.

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