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Il regista napoletano Paolo Sorrentino ha ricevuto nella giornata di ieri, la Laurea honoris causa in Filologia Moderna

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Il regista Paolo Sorrentino ha fatto ritorno nella sua città natìa, per ricevere, in occasione del 791° compleanno della Federico II, la prestigiosa Laurea ad honorem in Filologia Moderna.

Una giornata densa di emozioni e ricordi, che suggella finalmente il legame tra la cultura accademica delle università e il mondo del cinema.

“Siamo pienamente convintiha dichiarato Edoardo Massimilla, direttore del dipartimento di Studi Umanistici – di conferire oggi la Laurea honoris causa in Filologia Moderna al regista Paolo Sorrentino, ponendo così in essere per la prima volta in questo ambito, una decisa apertura al mondo del cinema e alla sua straordinaria ricchezza di contenuti artistici e culturali”.

La laudatio accademica è stata affidata al docente in Filologia Moderna Corrado Calenda, il quale con grande emotività si è lasciato andare ad un vero e proprio elogio, ricordando i passi, le tappe, e le mete raggiunte durante il percorso scandito dai suoi più grandi successi, come il primo lungometraggio “L’uomo in più”,  l’oscar per “La grande bellezza” fino al più recente “Youth”, in concorso al festival di Cannes.

“Autore, anzitutto, dei soggetti e delle sceneggiature di tutti i suoi filmha raccontato Corrado CalendaSorrentino ha sempre lasciato trapelare la sua appassionata vena di scrittore, da lui stesso più volte segnalata come tratto essenziale, e all’origine delle sue opere.”

Ed è proprio sul legame indissolubile tra “scrivere” e “fare” cinema, che verte la lectio magistralis del regista partenopeo.

Emozionato e un pò commosso, Sorrentino rivela il suo lato estremamente malinconico nel raccontarsi come uomo e come regista, ma con lo sguardo basso attento sul foglio e dall’aria spettinata, impreziosisce i trucchi del mestiere celandoli, come un mago, alla curiosità della platea.

“Mi è stato chiesto di parlare del mio rapporto con la scrittura e col cinema – ha raccontato durante il suo discorso, Paolo Sorrentino – e delle differenze che corrono tra le due attività, cercherò di farlo come meglio è possibile, ma nel mio modo disarticolato, cercando di mettere ordine nei miei ricordi e nelle mie suggestioni.”

Sorrentino racconta la sua storia e la sua attività come scriverebbe un suo lungometraggio, senza fissare una linea rigida sulla trama e lasciando prevalere il caos, un cumulo di suggestioni, frammenti di ricordi e personaggi. A guidare il suo discorso è un sentimento malinconico: scriviamo, leggiamo e vediamo film perchè quello che è racchiuso nelle storie generate dalla finzione, non è altro che la trasposizione di quello che vorremmo avvenisse nella realtà.

“Scrivere è anche una pulsione a mettere ordine nel caos, per poi scoprire che mettere in ordine è una illusione. Ma noi non ci stanchiamo mai di illuderci. Questo per me è scrivere e fare cinema, è capire e vivere senza capire mai niente e senza mai vivere veramente. E’ meravigliosamente inquietante vivere nel falso, perchè esso può assumere le sembianze di un universo perfetto e irresistibile“.

Al termine della cerimonia, durante la conferenza stampa, il regista napoletano ha risposto con grande ironia e gioco alle numerose domande. Confessa di essere davvero emozionato di aver fatto ritorno nella sua città natale per ricevere un’investitura come la laurea ad honorem e che nei suoi progetti non mancherà un film su Napoli.

Alla nostra domanda sul futuro del cinema in contrapposizione con il mondo della televisione ha risposto :”Nel film Youth i personaggi affrontano il discorso del conflitto tra cinema e televisione, ma dicono cose che in effetti si sentono sempre dire. Il mio pensiero è che con grande ritardo il mondo della televisione sta dando dei segnali sempre più innovativi e affascinanti rispetto a pochi anni fa, anche la televisione italiana, incomincia ad affacciarsi con grande libertà, seppur timidamente, rispetto alle televisioni degli altri paesi.”

Ed in effetti, un progetto in cantiere del regista partenopeo è proprio la direzione della serie televisiva”Young Pope“, cercando di dimostrare, forse, che anche un prodotto televisivo può essere all’altezza del cinema d’autore e non un compromesso commerciale.

La giornata della cerimonia si è conclusa con il concerto di un emozionato Peppe Servillo e con l’intervento serale di Sorrentino in Piazza del Gesù, il quale ha incontrato e risposto alle curiosità degli studenti più meritevoli dell’ateneo. Nonostante le numerose domande rivolte sul tema della “giovinezza”, il regista ha preferito non parlare di futuro o di speranza, per i giovani, ma ha esaltato la malinconia, la perdita della spensieratezza come forze all’origine della sua creatività e l’unico consiglio dato ai ragazzi che vogliono intraprendere qualsiasi strada è stato: “Pensate!”

Foto a cura di: Pietro Avallone

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