Srebrenica
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25 anni fa, ci fu una strage, il genocidio di Srebrenica. Una pagina nera della storia dell’umanità, che oggi come allora deve continuare a far riflettere

Venticinque anni. Eppure, non sono bastati a cancellare una macchia profonda, nera come la pece, dalla faccia della Terra. L’umanità ricorda, purtroppo benissimo, una delle pagine più tristi e brutte della storia recente. Il massacro di Srebrenica, dove 8372 musulmani bosniaci, quasi tutti uomini e giovani uomini, furono uccisi, è ancora vivido in memoria. A compiere questa strage, furono i serbo/bosniaci guidati dal generale Ratko Mladic e inviati lì da Radovan Karadzic, lo psichiatra a capo dell’allora autoproclamata repubblica serbo-bosniaca di Pale.

Nel cimitero del ricordo, il sacrario di Potocari in Bosnia, hanno trovato riposo 6.670 scheletri, via via rinvenuti nelle fosse comuni scavate accanto all’enclave violata l′11 Luglio del 1995. In breve, è stato il massacro più feroce e inquietante che sia mai stato compiuto sul nostro Continente dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Come animali al macello, con un colpo di pistola alla testa, rastrellati casa per casa. Un crimine che mosse pareri importanti da personalità esimie, come Papa Wojtyla, che spese parole davvero pesanti nei confronti del massacro di Srebrenica.

Nessuna causa, nessun progetto possono giustificare azioni e metodi così barbari: sono crimini contro l’umanità! Come vorrei che la mia parola, il mio affetto e la mia preghiera giungessero fino a quei fratelli ed a quelle sorelle, rigettati sulla strada dell’esodo nella più estrema miseria! Supplico tutti gli uomini di buona volontà di continuare senza stancarsi a soccorrere quelle martoriate popolazioni. Ciò che si sta consumando sotto gli occhi del mondo intero costituisce una disfatta della civiltà. Questi delitti rimarranno come uno dei capitoli più tristi della storia dell’Europa.” furono le sue parole.

Parole che, però, non servirono a salvare quelle povere persone.