Stato di emergenza. Proroga sì, proroga no: le ipotesi

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Lo stato di emergenza si avvicina al termine e i dubbi su una possibile proroga crescono. Codice della Protezione Civile però, pone un limite

Giuseppe Conte proclamava lo stato di emergenza il 31 gennaio 2020, a causa del diffondersi dell’epidemia da Covid-19. Una condizione di allarme durata per ben due anni, con proroghe su proroghe.

All’avvicinarsi dell’ennesima scadenza, stabilita il 31 dicembre 2021, sembra inevitabile chiedersi: cosa deciderà di fare questa volta il governo Draghi? Si opterà per l’ennesima proroga e se sì, c’è un limite al prolungamento dello stato di emergenza?

L’emergenza e i “poteri speciali”

In primo luogo bisogna ammettere che lo stato di emergenza ha fornito un accesso quasi preferenziale ad una serie di manovre che altrimenti sarebbero state impossibili attuare. “Poteri speciali” accessibili soltanto grazie a una situazione emergenziale e dunque del tutto eccezionale.

La pandemia ha in fin dei conti permesso di attuare delle manovre che sfociano inevitabilmente all’interno della sfera della libertà individuale, ma che regolano anche il normale svolgimento delle attività, non soltanto economiche o commerciali, ma anche sociali.

Gli ultimi decreti hanno difatti attuato un controllo regolarizzato, che va dagli spostamenti fino all’apertura o alla chiusura delle attività commerciali. Insomma manovre che altrimenti, senza lo stato d’emergenza, sarebbero considerate ingiustificabili.

Lo stato di emergenza

Più e più volte, a partire da Conte fino ad arrivare a Draghi, il governo ha tenuto a rassicurare i cittadini che le restrizioni sarebbero durate per breve tempo, insomma fino a che non si fosse compreso l’andamento del virus. Uno stato di emergenza dunque, destinato a terminare in tempi brevi e con esso, anche i poteri speciali a cui il governo sembra ora essersi abituato.

Durante il primo lockdown risuonavano tonanti le parole di Conte, che esortavano ad avere ‘ancora un paio di settimane di pazienza‘, le settimane però, si sono presto trasformate in mesi e ora, a distanza di due anni, sembra inevitabile chiedersi: lo stato di emergenza potrà essere prorogato nuovamente?

Proroga sì, proroga no: cosa dice il Codice della Protezione Civile

In realtà, secondo l’articolo 24, comma 3 del Codice della Protezione Civile, un ulteriore proroga sarebbe possibile, ma in modo limitato. Si legge, infatti, che: ‘la durata dello stato di emergenza di rilievo nazionale non può superare i 12 mesi, ed è prorogabile per non più di ulteriori 12 mesi

Ciò significa che, se lo stato di emergenza ha durata limitata a 24 mesi e che in Italia è stato annunciato il 31 gennaio 2020, la durata massima si raggiungerà il 31 gennaio 2022.

Ciò vuol dire che se lo stato di emergenza può durare in tutto 24 mesi (12 mesi più altri 12 di proroga), e in Italia è stato proclamato il 31 gennaio 2020, la durata massima si raggiunge al 31 gennaio 2022.

Inoltre, sono previste tre categorie di stato di emergenza, ovvero:

  • categoria A: gli interventi gestiti a livello comunale
  • categoria B: gli interventi gestiti da Province o Regioni
  • categoria C: gli interventi diretti su base nazionale dal governo centrale

Nel caso dell’emergenza Covid dunque, si rientra nella categoria C, ovvero l’emergenza viene gestita dal governo e dagli organi speciali, come il Comitato Tecnico Scientifico (Cts), oltre al Commissario straordinario dell’emergenza.

Cosa accade al termine dei 24 mesi?

La certezza è questa: lo stato di emergenza non può superare il limite di 24 mesi. Dunque sarà impossibile subire una nuova proroga? In realtà, non l’ipotesi non può dirsi scongiurata. Molte, infatti, possono essere le “scappatoie” o vie secondarie da poter percorrere per aggirare l’ostacolo.

Come prima possibilità, il governo potrà decidere di optare per il raggiungimento dei 24 mesi e dunque, prorogare lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2022.

Le possibilità

Nel caso in cui, anche al termine ultimo consentito dalla legge, il premier decidesse di voler continuare con lo stato emergenziale, sarà possibile per il governo utilizzare ancora una volta i Dpcm.

Se invece, dovesse effettivamente terminare lo stato di emergenza, secondo l’articolo 24, comma 6 del codice della protezione civile: ‘alla scadenza dello stato di emergenza, le amministrazioni e gli enti ordinariamente competenti, subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi, nei procedimenti giurisdizionali pendenti‘.

In poche parole il governo centrale dovrà rinunciare ai suoi poteri speciali, in modo che Regioni e Comuni possano recuperare appieno le proprie funzioni. Una sorta di ritorno alla normalità. Eppure, quest’ipotesi appare lontana o almeno poco realistica.

E’ più probabile, invece, che il governo punti su una nuova possibile epidemia e, dunque, una nuova emergenza, quella delle varianti. L’ipotesi delle varianti rimane la più probabile e grazie a questa, il governo potrà decidere di dichiarare un nuovo stato di emergenza. Ciò andrebbe a coinvolgere anche tutta quella serie di limitazioni e imposizioni, come l’obbligo di Green Pass, che andrebbero riconfermate insieme allo stato emergenziale.

Fabiana Raimo
Laureata in Studi Comparati presso l'Università L'Orientale di Napoli. Appassionata di attualità, cronaca giudiziaria e politica internazionale.

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Updated on 14 October 2021 - 20:41 20:41