Streaming illegale, il maxi sequestro che vuole abbattere la pirateria



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Streaming illegale, il maxi sequestro che vuole abbattere la pirateria. Più di 150 i siti che trasmettevano calcio e cinema che dopo questa operazione sono stati oscurati

Streaming illegale, il maxi sequestro che vuole abbattere la pirateria. Il maxi sequestro di ieri, che ha riguardato più di 150 siti che trasmettevano calcio e cinema, è solo l’inizio di una lotta che mira ad abbattere un fenomeno che taglia le gambe all’industria discografica e dell’intrattenimento e che è sempre più difficile arginare.

Secondo la Fapav, la Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali “Quest’ultimo non è soltanto il più grande sequestro mai fatto in Italia, per numero di siti interessati in una singola ordinanza; ma è anche il banco di prova di un nuovo modo che le autorità stanno utilizzando per reprimere il fenomeno”.

La maggior parte dei 152 siti di streaming illegale, circa la metà, sono italiani. L’ipotesi di reato che si paventa per i gestori di questi portali è di violazione del diritto d’autore e autoriciclaggio legato ai proventi delle pubblicità che compaiono su questi portali. Le metodologie portate avanti fino a questo momento, evidentemente, non avevano avuto alcun risultato significativo, perchè ai gestori bastava cambiare qualche lettera nel dominio o l’indirizzo IP per rendere il sito di nuovo accessibile a tutti, e il semplice sequestro via Dns era facilmente aggirabile anche dagli utenti stessi.

Le parole del presidente di Fapav

La conferma della gravità del fenomeno arriva da Federico Bagnoli Rossi, presidente di Fapav “Il fenomeno della pirateria relativa i contenuti audiovisivi è preoccupante e molto diffuso. La nostra sensazione è quella di una crescita del consumo pirata di contenuti, soprattutto televisivi. Dalle rilevazioni Fapav sui titoli dei nostri Associati emerge come sei film su dieci siano disponibili illegalmente sul web entro il primo week end di programmazione nelle sale. Il 34% dei film è già disponibile online illegalmente addirittura il primo giorno di programmazione nelle sale. Ogni giorno in Italia ci sono 1.239.000 visioni illecite di contenuti audiovisivi”.

Ma lo streaming illegale non riguarda solo musica e cinema “Per quanto riguarda i contenuti sportivi in live streaming, il fenomeno è difficile da stimare poiché la messa in onda in diretta rende complicata la quantificazione della violazione che si verifica appunto nell’arco di tempo in cui ha luogo l’evento, non lasciando traccia dello streaming illecito una volta terminato. E’ a nostro avviso però fondamentale che si intervenga con un blocco congiunto IP e DNS nei confronti di quei siti che violano massivamente il copyright, anche per i blocchi fatti da Agcom. Inoltre, è assolutamente necessario, che diventi prioritaria la questione relativa alla responsabilità degli intermediari affinché adempiano con diligenza agli obblighi derivanti dal loro incarico e ruolo”.

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