Sud: Roberto Saviano lancia l’allarme



roberto saviano

La pungente crisi economica e le eccessive difficoltà del meridione (evidenziate dal rapporto SVIMEZ) spingono Roberto Saviano a scrivere al Premier Renzi, chiedendo al Governo di intervenire tempestivamente

Dopo gli sconcertanti dati diffusi dal rapporto SVIMEZ, in cui si afferma che il sud è entrato in una fase di sottosviluppo permanente destinato a portare alla scomparsa di tutto il meridione, e quelli sull’occupazione, iniziano a suonare diversi campanelli d’allarme in cui si invitano le autorità competenti ad intervenire ed anche subito.

La nostra nazione, destinata a 20 anni di disoccupazione costante (seguendo gli studi effettuati dal FMI), è sprofondata in un infernale girone dantesco da cui non trova alcuna uscita.

Il segnale di pericolo è stato lanciato, attraverso una lettera pubblicata sul quotidiano Repubblica, dallo scrittore Roberto Saviano.

L’autore di “Gomorra” si lancia sia in una profonda analisi della realtà meridionale che in un’aspra critica nei confronti delle istituzioni, accusate di non aver fatto praticamente nulla.

roberto saviano
Roberto Saviano

La lettera di Saviano, che in sostanza si divide in una prima parte di analisi ed una seconda di protesta/proposta, parte dalla quotidianetà del sud dove il basso tasso di natalità (“ci sono meno nascite perché un figlio è diventato un lusso, e averne due, di figli, è ormai una follia”) rappresenta un chiaro segnale di aumento della povertà.

A questo lo scrittore aggiunge che chi nasce e cresce al sud non ha altra possibilità che scappare, al fine di vedere valorizzate le proprie capacità, e che questa “umiliante” idea viene impressa nelle giovani menti sin da subito.

Saviano, inoltre, in maniera provocatoria afferma che il tracollo del sud è dovuto anche ad un altro tipo di migrazione: quella “mafiosa”.

Infatti, al pari dei ragazzi, anche le organizzazioni criminali stentano ad investire nel meridione, in cui si limitano a “depredare solamente”, spostando le loro “attività” al nord.

Nella seconda parte, invece, lo scrittore si scaglia, in maniera durissima, su ciò che (non) è stato fatto per il sud.

Innanzittuto viene chiesto al Premier di intervenire celermente (“Lei ha il dovere di agire.”) anche prima di ammettere che nulla è stato fatto.

A tutto ciò segue la richiesta di scuse dalle istituzioni a “milioni di persone che sono state considerate una palla al piede e, allo stesso tempo, sfruttati come un serbatoio da svuotare” e allo stesso tempo la richiesta di aiuti, non in maniera “assistenzialista” come fatto fino ad ora, al fine di far emergere veramente le eccellenze anche nel meridione.

Roberto Saviano chiude la lettera con un appello durissimo nei confronti di Renzi: “Faccia presto, caro Presidente del Consiglio, ci faccia capire che intenzioni ha: qui ormai nel Mezzogiorno s’è rotto anche il filo della speranza”.

Il tempo, per il nostro povero sud, è diventato ancor di più denaro e le prossime mosse hanno il dovere di centrare l’obiettivo scongiurando, per sempre, la “desertificazione” e la “distruzione” di un meridione sempre più lasciato al proprio destino.

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