Elio Canestri, giovanissima stella del Surf, muore a tredici anni, dopo un violento attacco di uno squalo nell’Oceano Pacifico

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Avere tredici anni ed essere la stella nascente di uno sport acquatico che emoziona ed attrae come il surf. Avere tredici anni e dominare il mare, ballando con le onde. Avere tredici anni e morire per una passione.

Questa è la storia di Elio Canestri, italiano di nome ma di sangue francese, amante del mare e della tavola da surf.

Durante una comune uscita in mare, sull’isola della Reunion nell’Oceano Indiano, con altri sei amici, con cui condivideva l’amore per il surf, Elio sparisce nel nulla.

Poco dopo una tragica scoperta appare sotto gli occhi increduli dei compagni. Attaccato da uno squalo, precisamente un «bull shark» o squalo zambesi, di 2,5 metri, considerato la specie di squalo più pericolosa per l’uomo visto che predilige i bassi fondali, il giovanissimo dominatore delle onde viene ferito gravemente.

Nonostante i soccorsi tempestivi, per nave e per elicottero, le lacerazioni profonde provocate dallo squalo, non hanno lasciato scampo al fiore bianco del surf.  

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Elio Canestri

Centinaia di persone sono accorse a Cap Homard, luogo dell’accaduto, sulla costa occidentale dell’isola, per un tributo al piccolo Elio. Una disgrazia che ha sconvolto il mondo nonostante si conoscesse già da tempo la pericolosità della zona.

Difatti, Cap Homard è nota per essere frequentata da squali di diverse specie e sedici sono gli attacchi registrati negli ultimi quattro anni, di cui sette fatali.

Proprio per questo, nel 2013, il governo ha vietato la balneazione in diverse aree, tra cui Cap Homard ma divieti e raccomandazioni, da parte delle Autorità, non hanno fermato i surfisti più spericolati.

Stavolta il piccolo “Re” delle onde ha sfidato l’avversario sbagliato e mentre il mondo piange la sua scomparsa prematura, chissà quale onda del Paradiso avrà scelto Elio per il suo prossimo allenamento.

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