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Foto: Udinese TV Youtube

Il futuro dell’Udinese potrebbe essere lontano dalla Dacia Arena: il club appare intenzionato a risolvere la convenzione con il Comune, in seguito alle contestazioni Anac

Una delibera dell‘Autorità nazionale anti corruzione che ha fatto letteralmente infuriare l’Udinese: è arrivata pochi minuti fa la risposta del club bianconero tramite le parole del direttore amministrativo Alberto Rigotto alla notifica inoltrata venerdì alla società e all’amministrazione comunale, in merito alla Dacia Arena.

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L’Anac contesta la fideiussione presentata dall’Udinese nel 2013 dopo la stipula del contratto, il naming dello stadio e l’omesso controllo da parte del Comune sui lavori di manutenzione annuali dell’impianto.

Notifica che ha trovato la durissima risposta dal parte del club friulano:

“L’Udinese la ritiene la goccia che fa traboccare il vaso. Siamo pronti a recuperare progetti antichi e togliere il disturbo andando da un’altra parte. Chiederemo la risoluzione dell’accordo, pronti a togliere il disturbo” – spiega Rigotto“Non chiederemo nessun risarcimento, ma solo il rientro delle somme anticipate e delle spese, circa 48 milioni e mezzo di euro che abbiamo investito in tutti questi anni”.

E non sembrano mancare già le alternative di immediata disponibilità:

“Ci sono altre amministrazioni comunali che ci accoglierebbero a braccia aperte. Siamo in contatto con altre realtà e potremmo fare l’impianto da altre parti. Abbiamo già contatti con Pasian di Prato (nell’immediata periferia cittadina), ma ci sono anche altri Comuni. Nel cassetto ho già dei progetti pronti”.

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