9 Gennaio 2018 - 13:12

The End of the F***ing World: le vicende di due giovani Holden

The End of the F***ing World: la recensione della nuova serie targata Netlifx alle prese con due tormentati giovani Holden

The End of the F***ing World è la serie Netflix arrivata sul piccolo schermo il 5 gennaio 2018 con tutte le intenzioni di diventare un cult. Quello che salta agli occhi guardando già la prima puntata è la frattura insanabile e rabbiosa che separa i minori dagli adulti. Se state pensando a 13 Reasons why, state sbagliando di grosso: la frattura menzionata in questa serie è una cicatrice, quella di The End of the F***ing World è una ferita ancora aperta che sanguina. 

La rottura fra i due universi è sempre più evidete all’avvicinarsi al finale di stagione, quando uno dei protagonisti passa alla maggiore età. Non sembra esser questa però la fine del mondo citata nel titolo: non si tratta di una promessa, ma di qualcosa di già avvenuto e realizzato. James ha addosso le conseguenze di un trauma personale che lo ha portato a sviluppare un istinto violento che sfoga sugli animali e che impegna nel piano dell’omicidio della sua nuova amica Alyssa, che è in fuga da un contesto familiare che non la fa sentire inclusa. Entrambi quindi cercheranno di allontanarsi da casa. Il loro sarà un viaggio di formazione violenta.

2018’s Bonnie and Clyde

The End of the F***ing World si basa sulle coppie criminali formate da un uomo e una donna (vedi Bonnie e Clyde). Il loro rapporto è chiaramente corrotto dai traumi che hanno portato i due ragazzi a costruirsi una personalità disturbata. James e Alyssa tuttavia non sono i personaggi peggiori dello show: dopo un primo episodio tutto in negativo, i due risaltano in positivo anche grazie agli incontri ripetuti con personaggi più tremendi di loro.

Lo show non punta al realismo poiché la storia è costellata di situazioni esagerate e personaggi disfunzionali, riscattati in parte da punte di bontà occasionali. Si vede l’attaccamento della scrittura a James e Alyssa, che sono tanto amati dagli autori da portare gli spettatori ad empatizzare con i due. 

E’ facile e immediato il rimando al giovane Holden, senza radici e futuro. Tutto lo spettro delle risposte negative serve a mascherare la paura del futuro, con il desiderio di ostentare una maturità non ancora raggiunta e molto temuta.

Al termine delle otto puntate rimane una storia di liberazione e rifiuto, oltre che una storia d’amore atipica per quanto coerente con se stessa.

Voto

Colonna sonora dichiaratamente vintage, interpreti preparati e freschi e script ben fatto, strutturato con attenzione e cuore. Ancora nulla si sa su un’eventuale seconda stagione, ma in attesa di sentir ancora parlare di questa serie, The End of the F***ing World merita un 8 pieno.