The Great Wall, La forza dello Xin-Ren



The Great Wall, La forza dello Xin Ren

Pensando alla Cina la mente si focalizza sugli intramontabili film di arti marziali di Bruce Lee, sul regime comunista di Mao e su qualche ricordo confuso dei tempi della scuola quando la maestra di storia parlava del grande impero d’Oriente e di Marco Polo. 

La Cina è tradizione, cultura, conoscenza e sapienza ma, soprattutto, è il paese della maestosa Muraglia, l’antico baluardo issato per tenere lontani gli invasori esterni e popolato da schiere di sapienti guerrieri e impavidi guardiani. La Grande Muraglia è l’opera più preziosa e importanti di sempre, la sua grandezza mescolata all’arte del combattimento e della meditazione ha reso nel tempo la Cina un luogo sacro e potente.

Così, il film The Great Wall prende come sfondo un luogo tanto magico quanto misterioso riportando alla luce quel pezzo di mondo che spesso viene dimenticato. Zhang Yimou ha diretto con estrema maestria la pellicola, bilanciando i saldi principi di onestà, lealtà e coraggio. Un film d’azione dalle chiare impronte fantasy, accompagnerà lo spettatore in un viaggio alla riscoperta della redenzione e della nuova rinascita.

Trama

Matt Damon dopo aver interpretato un ingegnoso astronauta alle prese con il crudele pianeta rosso in “The Martian”, in questo film si trasforma in un commerciante/viandante alla ricerca della “polvere nera”. La forte impronta fantastica si palesa dai primi minuti, infatti vedremo i protagonisti confrontarsi con una terribile creatura assetate di sangue, detta anche Tao-tie. L’aspetto simbolico dell’essere mostruoso acquista carattere una volta narrata la macabra maledizione che incombe sulla Cina.

Il ritorno di queste creature nasce come flagello per l’avidità dell’animo umano: Ritornano per ricordarci cosa accade quando l’avidità è fuori controllo. La pellicola inizia così a prendere una direzione più solenne e spirituale, inducendo lo stesso protagonista a riscoprire il suo lato “puro”. Qui si materializza il concetto Yin e Yang, come un processo di trasformazione attraverso il quale William Garin (Matt Damon) raggiungerà la massima integrità morale. La trama ricca di dettagli spezza la crudeltà delle battaglie con delicate perle della tradizione cinese.

Xin-Ren- Fiducia

Il concetto di Xin-ren va a chiudere il cerchio della spiritualità orientale, sottolineando quanto l’onestà e la lealtà siano i principi cardine della vita stessa. La linfa vitale del mondo si fonda sul valore del Xin-ren= avere fiducia, evidenziando quanto la fede verso il prossimo possa produrre un’infinita fonte di speranza. Il film di Yimou ha un carattere deciso e risoluto, puntando tutto sul dualismo guerra-anima. Le figure dominanti vengono messe maggiormente in risalto dai colori rosso, blu e giallo, simboli di una tradizione cinese che imprime le sue radici nella terra e nell’ascolto della natura.

Il giallo, corrisponde alla terra, è considerato il colore più bello e prestigioso in assoluto, tanto da essere ripreso in un noto proverbio cinese: “Il giallo crea Yin e Yang” ciò implica che sia alla base di ogni cosa. Il rosso, rappresenta il fuoco e simboleggia la fortuna e la gioia, ed infine il blu come elemento di tranquillità, spiritualità e come fine massimo di immortalità.

La pellicola The Great Wall è riuscita nella difficile impresa di mescolare due mondi opposti: quello occidentale e orientale, svelandone le peculiarità e le differenze fino a fonderle in un’unica realtà. Ciononostante il regista ha equilibrato le caratteristiche di ogni cultura: la durezza e la frivolezza americana si intrecciano al rigore spirituale orientale. Un gioco di compensazione che attribuisce spessore alla trama, rendendo anche le scene d’azione, ricche di significato. Zhang Yimou con questa pellicola ha dimostrato ancora una volta la sua grandezza, attraverso l’uso creativo e fantasioso dei colori, dando vita a battaglie ben orchestrate, suggestive e colme di suspense.

The Great Wall non sarà di certo una perla del cinema moderno ma ha ottime probabilità di fare breccia nel cuore degli spettatori.

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