The Whispers, mancando la casa migliora il gioco

Prima Pagina The Whispers, mancando la casa migliora il gioco

Migliora The Whispers nell’undicesima puntata, Nostalgia di casa, portando i bambini in quarantena per debellare Drill, rendendo più intrigante il suo gioco 

Un notevole calo di ascolti, tanto che ha portato alla cancellazione della seconda stagione da parte della ABC, in quanto The Whispers ha depistato subito l’interesse del telespettatore già dalle primissime battute.

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Decisamente migliore l’ultima puntata in onda, portando ad un movimento interno all’immagine e alla narrazione tali da provocare, per la prima volta, un certo senso dell’attesa; meno elaborato, forse, rispetto ai contenuti alti a cui sono abituati gli amanti della Serie Tv, ma rigenerante nel caso di The Whispers. 

Dopo la morte della moglie di Wes, tutto sembra cambiare direzione. Drill si manifesta concretamente, molto più del solito, attraverso la vendetta e la punizione. Wes è sicuramente uno dei suoi obiettivi per due diversi motivi: è nel gruppo dell’FBI insieme a Claire, è stato uno dei primi ad ostacolare l’operato dell’amico immaginario.

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The Whispers, mancando la casa migliora il gioco

All’interno di un melodramma familiare  come è stato più volte argomentato nei precedenti articoli (li trovi QUI) -, in questa puntata si lasciano le case americane per rinchiudere, in uno stato d’emergenza, tutti i bambini affetti dagli stessi sintomi: mal di testa, debolezza e una strana macchina nel cervelletto. È proprio questo il dato concreto che porta Wes a pretendere l’isolamento dei bambini, per salvaguardare le loro vite, tentando di allontanare Drill dalle loro menti.

Molti personaggi solo sfumati nella Serie, in questa puntata vengono portati gradualmente alla luce. Non solo la dottoressa Maria Benavidez, che ha “scoperto” l’epidemia ed è stata coinvolta più volte nei giochi di Drill, ma anche l’autista della puntata precedente, che aveva riaccompagnato Minx a casa insieme alla madre, in seguito ad un tentativo di fuga dalla città (leggi QUI).

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L’isolamento è inquietante, disarmante, ma forse la parte più interessante di The Whispers. Abbandonate le case, quelle in cui ogni bambino vorrebbe tornare, il gioco del misterioso amico immaginario si fa più intrigante e riesce così a consumare le sue avide vendette.

Maria Benavidez sta per scoprire qualcosa, probabilmente ciò che riuscirà ad incastrare questa aliena presenza, ma rimane uccisa da uno dei bambini sotto forma di Drill. Ha occupato quindi anche la stanza prevista per l’isolamento.

Dopo lunghi interrogatori di Claire, mirati per verificare in quale delle tante menti dei bambini si sia intromessa la missione di Drill, ci si avvicina man mano al corpo e alla mente che uccide e ferisce per mano di un “altro”.

Tutto porta a Minx, figlia di Wes. 

Il puzzle sembra ricomporsi e questo personaggio, tanto docile quanto sempre troppo informato su molti aspetti, potrebbe essere l’epicentro della storia, di questa storia così mal costruita da risultare avvincente verso la conclusione.

Un ritmo più vivace, scene brevi ma più suggestive, dialoghi migliori. The Whispers sembra risollevarsi dalla ‘poltroneria’ in cui era precipitato dalla prima alla nona puntata. La poltrona del salotto è stata messa da parte, e, uscendo dalla casa, la nostalgia è diventato il sentimento che fa da cornice ad una storia che vuole ribattezzare il nucleo fondante della società americana: la famiglia. 

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Updated on 1 October 2020 - 00:33 00:33