Vendetta di Hamas, Intifada contro Israele

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Hassan Yusef, noto sceicco e leader di Hamas in Cisgiordania, è stato arrestato per conto dell’esercito d’Israele

In seguito agli attentati delle settimane precedenti nei confronti di cittadini israeliani, s’intensificano le tensioni fra Palestina e Israele. Quasi fosse un atto di ripicca, nel giro di un giorno sono stati uccisi cinque palestinesi dall’esercito israeliano, dei quali uno deceduto sulla linea di demarcazione della striscia di Gaza e due nei pressi di Hebron, freddati nel tentativo di assassinare un militare. Tuttavia, le azioni dell’esercito non si limitano a ciò. L’esercito israeliano, infatti, ha proceduto all’arresto del leader di Hamas in Cisgiordania, con la motivazione di “istigazione al terrorismo”.

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Vendetta di Hamas, Intifada contro Israele

Fra le fila di Hamas, le dichiarazioni e le rivendicazioni sono sempre più dure, con un’evidente volontà di non demordere nell’inasprimento del conflitto. Del resto, l’occupazione dei territori palestinesi, ad opera dell’esercito d’Israele, si profila sempre più rigida e insostenibile per la popolazione. Sebbene non si possa parlare ancora del reale scoppio di un’Intifada, tuttavia la guerra ha già avuto inizio sul campo, o probabilmente dalle seguenti dichiarazioni di Hamas: “Questa intifada continuerà finché Gerusalemme, Cisgiordania e l’intera Palestina non saranno state liberate. Porteremo avanti la guerra di Gerusalemme col nostro lavoro e col nostro sangue“, seguite dall’ironica affermazione di Fathi Hammad, dirigente di Hamas: “Gli israeliani hanno paura dei nostri coltelli, Allah è grande e il nostro coltello vincerà.” L’Intifada è appoggiata anche da numerosi siti islamici di Gaza, i quali considerano indiscutibile la necessità di questo conflitto, dal momento che gli stessi israeliani fanno ricorso all’uso di armi.

Nel frattempo, Hamas incita le proprie milizie a continuare gli attacchi suicida verso gli obiettivi di Israele, ma senza ancora impiegare tutto l’arsenale di cui dispone. I leader occidentali dispensano, ad ambo le parti, consigli semplicistici in merito alla risoluzione delle tensioni (che continuano da più di 60 anni), ma dando soltanto prova del fatto che non siano a conoscenza del contesto e delle insanabili ferite morali esistenti fra i due popoli.