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La Treccani ha eliminato i vocaboli “cagna” e “zoccola” dai sinonimi della parola donna: “è l’inizio di un lungo processo culturale”

La Treccani ha aggiornato il suo vocabolario online e ha, finalmente, tolto i vocaboli “cagna”, “zoccola”, “pu**ana” dai sinonimi della parola donna. Le modifiche sono arrivate dopo una lunga battaglia iniziata lo scorso 5 marzo quando le attiviste capitanate da Maria Beatrice Giovanardi, l’italiana che ha ottenuto che l’Oxford Dictionary modificasse in chiave non sessista la definizione di “woman”, hanno inviato una lettera all’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani per modificare la voce “donna”.

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Mai avremmo potuto pensare che delle definizioni trovate su un dizionario potessero legittimare il sessismo che sta ammazzando la nostra società, eppure non si smette mai di imparare. Nel dizionario infatti alla voce di “donna” sono elencati come sinonimi pu**ana”, “cagna”, “zoccola”, “bagascia”, “serva” e altri eufemismi come “baiadera”, “bella di notte”, “cortigiana”, “donnina allegra”, “falena”, “lucciola”, “peripatetica”, “mondana”, “passeggiatrice“. Insomma parole che ogni donna mai si vorrebbe sentir dire, parole con cui ogni donna probabilmente almeno una volta nella vita probabilmente è stata umiliata.

Si parla tanto di sessismo e fenomeni annessi ma non ci si sofferma mai su quanto alla base degli atteggiamenti che considerano una donna “inferiore” ci sia una cultura ben determinata e condivisa dalla maggior parte delle persone, forse inconsciamente. Valeria Della Valle, direttrice del vocabolario Treccani, ha spiegato a Repubblica che la scelta di modificare la voce “donna” è solo l’inizio di un più lungo processo “culturale”.

L’operazione richiederà più tempo perché il lavoro di un dizionario è simile a quello del sarto, la voce ‘donna’ che contempla già espressioni relative ai diritti, all’emancipazione e ai movimenti di liberazione delle donne, ha bisogno di ritocchi che aggiungeranno frasi relative al ruolo professionale della donna”.

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