Trentalange
Foto: YT Alfredo Trentalange

Il neo presidente dell’Aia Trentalange promuove il Var a chiamata: “Siamo disponibili ad essere un laboratorio permanente”

In un’intervista al Corriere della Sera, il neo presidente dell’Aia Alfredo Trentalange, eletto lo scorso 14 Febbraio battendo la concorrenza di Nicchi, ha parlato degli obbiettivi prefissati del suo mandato.

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Tra quelli più attuali c’è sicuramente la questione del Var a chiamata: “Non decide l’Aia ma l’Ifab, ma siamo disponibili ad essere un laboratorio permanente“. Se approvata, questa modifica rappresenterebbe un cambiamento epocale nel gioco. Avvicinerebbe il calcio a sport come il tennis, la pallavolo e il basket, in cui il concetto di “review a chiamata” è sdoganato già da molti anni.

Quello del Var a chiamata è solo uno dei tanti temi affrontati dal Presidente Trentalange nell’intervista. Sui problemi di comunicazione degli ultimi anni: “dobbiamo imparare a usare i social e a far conoscere la persona dietro ogni arbitro“. Un importante intervento anche sul mondo arbitrale femminile, movimento in constante crescita: “Nel comitato nazionale c’è una donna Katia Senesi. Le donne sono avanti, l’alibi atletico non regge, sono multitasking”. Una chiusa finale sulla regola secondo cui un arbitro non possa dirigere squadre delle propria sezione di appartenenza: “Mi auguro un derby arbitrato da chi è della stessa città“.

Attraverso le parole del suo neo Presidente, l’Associazione italiana arbitri sembra pronta a fare un bel salto avanti nel futuro. Le basi ci sono, solo il tempo ci dirà se saranno solide.

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