Trimestre in rosso per Volkswagen dopo 15 anni



Perdita netta di 1,67 miliardi di euro nel terzo trimestre

Le cose in Volkswagen proprio non vanno bene. Il terzo trimestre è in perdita, colpa soprattutto di quei 6 miliardi circa che sono stati accantonati per il deaselgate.

Sul piano delle vendite non sono ancora giunti segnali di contrazione giacché i dati riguardano il terzo trimestre, da luglio a settembre e lo scandalo è emerso proprio nel corso dell’ultimo mese. L’amministratore delegato Matthias Mueller ha spiegato che ora “si sta chiarendo l’impatto iniziale della situazione attuale” e che “faremo tutto il possibile per riconquistare la fiducia perduta”. Insomma, si corre ai ripari in tutti i modi, del resto una azienda come questa non può permettersi ulteriori errori. È anche vero che l’America non scherza, e le multe, quando ci saranno, saranno salate.

Le reazioni a catena, poi, non mancano: le conseguenze del dieselgate che ha coinvolto la casa madre Volkswagen colpiscono anche Porsche. L’azienda ha comunicato da Stoccarda di attendersi, purtroppo, per il 2015 utili sensibilmente ridotti rispetto a quanto stimato nei mesi scorsi. Per il 2015 Porsche si attende un utile operativo netto dopo le tasse tra 800 milioni e 1,8 miliardi. Le stime precedenti prevedevano utili fra 2,8 e 3,8 miliardi. Porsche renderà noti i dati sul terzo trimestre il prossimo 10 novembre. img1024-700_dettaglio2_Volkswagen-Matthias-Mueller

Comunque per capire la portata di questo scandalo è ancora presto, e non è detto che la situazione si presenti in modo catastrofico. L’azienda fa sapere di star elaborando tutte le possibili soluzioni, sia per continuare a fidelizzare i clienti (e quindi non perderli) sia per ripristinare le auto affette da questa “anomalia” delle emissioni. Il quarto trimestre potrà dirci qualcosa in più sull’andamento globale della situazione (globale perché interessa altri marchi della stessa casa e va oltre i confini europei). L’anno  nuovo sarà sicuramente ricco di nuove sfide per Volkswagen, sperando che le cose migliorino, se non altro evitando di mettere a rischio migliaia di posti di lavoro.

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