Truffa WhatsApp su iPhone: come riconoscerla e difendersi
In sintesi. La truffa WhatsApp su iPhone chiede denaro a nome di un contatto fidato, con la richiesta di un bonifico istantaneo o di una ricarica Postepay. Sugli iPhone con iOS non aggiornato, in alcuni casi, i truffatori agiscono senza alcuna azione del proprietario. Al 7 novembre 2026 la difesa è aggiornare a iOS 27.2 e segnalare alla Polizia Postale.
I punti chiave
- La truffa WhatsApp chiede denaro a nome di un contatto fidato, con un bonifico istantaneo o una ricarica Postepay.
- Gli attacchi sfruttano vulnerabilità di versioni non aggiornate di iOS e di WhatsApp, e la vittima non deve cliccare su alcun link.
- La Polizia di Stato ha lanciato un allarme su una truffa WhatsApp chiamata «zero-click».
- Il 6 novembre 2026 è stata segnalata una nuova ondata di messaggi WhatsApp falsi che usano il nome e il logo della Questura di Avellino.
- Al 7 novembre 2026 l’ultima versione di iOS indicata è iOS 27.2.
Su WhatsApp circolano messaggi che chiedono soldi a nome di un contatto fidato. Sugli iPhone non aggiornati all’ultima versione di iOS, in alcuni casi, i truffatori possono agire senza che il proprietario faccia nulla.
Come suona il messaggio con cui chiedono i soldi
Il testo tipico recita: «Mi faresti un favore enorme? Ho sforato il limite e non mi fa partire un bonifico da X euro. Riusciresti ad anticiparlo tu istantaneo?»
In altre varianti della truffa il denaro viene chiesto con la ricarica di una carta prepagata, come la Postepay. Le scuse possono essere un problema con il conto corrente oppure un’emergenza familiare.
Perché un iPhone non aggiornato può far perdere il controllo dell’account
Questi attacchi sfruttano vulnerabilità, cioè difetti del software che i criminali usano per aggirare le protezioni di un dispositivo o di un’app. A differenza del phishing, la vittima non deve cliccare su un link né inserire le credenziali in una pagina falsa.
Le segnalazioni riguardano versioni non aggiornate di iOS e di WhatsApp sui dispositivi Apple. Secondo alcune notizie, il problema coinvolge già centinaia di persone.
Il fenomeno ha un nome: la Polizia di Stato ha lanciato un allarme su una truffa WhatsApp chiamata «zero-click». Esiste anche una variante che richiede un’azione: nella truffa del falso concorso di danza, un link ruba l’account e permette di chiedere soldi ai contatti.
Come capire se il proprio WhatsApp è stato compromesso
Il primo segnale arriva di solito dai contatti: qualcuno avvisa di aver ricevuto una richiesta di denaro che il proprietario non ha mai inviato. Gli attaccanti possono cancellare i messaggi con la funzione «Elimina per me», quindi la testimonianza dei contatti è essenziale.
Un secondo controllo è la sezione «Dispositivi collegati» di WhatsApp, che elenca le sessioni attive su altri dispositivi. Se compare un computer o un dispositivo sconosciuto, va disconnesso subito.
L’assenza di dispositivi sconosciuti non esclude però una compromissione. Questi attacchi possono passare inosservati e non lasciare una sessione riconoscibile in quella sezione.
Cosa fare se si sospetta un accesso non autorizzato
- Avvisare i contatti con un canale sicuro, come di persona, una telefonata o un SMS, spiegando che richieste di denaro e link sospetti non vengono da voi.
- Ripristinare WhatsApp: fare il backup delle chat, disinstallare l’app, riscaricarla sull’iPhone e riconfigurarla con la procedura guidata.
- Aggiornare iOS da Impostazioni > Generali > Aggiornamento software. Al 7 novembre 2026 l’ultima versione indicata è iOS 27.2.
- Segnalare il caso alla Polizia Postale, per contribuire a contrastare il fenomeno.
In Campania circolano anche falsi messaggi a nome della Questura di Avellino
Il 6 novembre 2026 è stata segnalata una nuova ondata di messaggi WhatsApp fraudolenti che usano senza autorizzazione il nome e il logo della Questura di Avellino. L’obiettivo dei truffatori è spingere i cittadini a un pagamento immediato con bonifico istantaneo.
La Questura di Avellino invita alla massima prudenza e ricorda un principio: le forze dell’ordine non chiedono mai pagamenti o trasferimenti di denaro, tantomeno con bonifici istantanei.
Domande frequenti
Come funziona la truffa WhatsApp zero-click su iPhone?
Gli attacchi sfruttano vulnerabilità, cioè difetti del software che i criminali usano per aggirare le protezioni di un dispositivo o di un’app. A differenza del phishing, la vittima non deve cliccare su un link né inserire le credenziali. Le segnalazioni riguardano versioni non aggiornate di iOS e di WhatsApp sui dispositivi Apple.
Com’è fatto il messaggio WhatsApp con cui chiedono soldi a nome di un amico?
Il testo tipico chiede un favore enorme e spiega che un limite superato impedisce di far partire un bonifico, da anticipare in modo istantaneo. In altre varianti il denaro viene chiesto con la ricarica di una carta prepagata, come la Postepay. Le scuse possono essere un problema con il conto corrente o un’emergenza familiare.
Come capire se il mio WhatsApp è stato compromesso?
Il primo segnale arriva di solito dai contatti, che avvisano di aver ricevuto una richiesta di denaro mai inviata dal proprietario. Si può controllare anche la sezione «Dispositivi collegati» di WhatsApp e disconnettere subito ogni dispositivo sconosciuto. L’assenza di dispositivi sconosciuti non esclude però una compromissione.
Cosa fare se qualcuno ha preso il controllo del mio WhatsApp su iPhone?
Bisogna avvisare i contatti con un canale sicuro, come una telefonata, un SMS o di persona. Poi si fa il backup delle chat, si disinstalla WhatsApp, lo si riscarica e lo si riconfigura con la procedura guidata. Va aggiornato anche iOS da Impostazioni > Generali > Aggiornamento software, e il caso va segnalato alla Polizia Postale.
La Questura di Avellino chiede pagamenti con bonifico su WhatsApp?
No. La Questura di Avellino ricorda che le forze dell’ordine non chiedono mai pagamenti o trasferimenti di denaro, tantomeno con bonifici istantanei. Il 6 novembre 2026 è stata segnalata una nuova ondata di messaggi WhatsApp fraudolenti che usano senza autorizzazione il nome e il logo della Questura.
Immagine di repertorio
Fonte: Geopop · Zazoom Social News
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